Domenica 13 Giugno 2021

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Alessandria

Violenza sulle donne: con 'chatbot' dialogo virtuale con Me.dea

Un'app con 'assistente' sul sito del Comune 

Chatbot #nonpossoparlare

Sindaco Cuttica, assessore Lumiera e Ciccaglioni, presidente Consulta Pari Opportunità Biancato,presidente Me.dea Sclauzero, presidente associazione Save the Woman, Scalone

ALESSANDRIA - La Città di Alessandria è il primo capoluogo di provincia ad adottare il chatbot #nonpossoparlare.

Nel 2019, l’81,2% dei femminicidi in Italia è avvenuto all’interno delle mura domestiche e prevenire la violenza, fino alle estreme conseguenze, è un dovere imprescindibile di ogni comunità.

Dal 2014 Alessandria è il capofila degli enti che aderiscono al progetto “Viol.A. - Prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza di genere” e da oggi mette a disposizione di tutti, in particolare delle donne in difficoltà, uno strumento in più, realizzato dall’associazione Save the Woman: un’App in completo anonimato e sicurezza nata (da Rosella Scalone di Genova) per non far sentire sole le donne; è stata ideata al fine di contrastare il rischio di violenza domestica ed è rivolta alle donne che desiderano ricevere informazioni e supporto dai centri antiviolenza in modo discreto.

Si tratta di un 'assistente virtuale' con cui poter dialogare, porre domande o curiosità dietro al quale però si celano le operatrici di Me.dea, il centro antiviolenza alessandrino. Una finestra di 'dialogo digitale' a cui si arriva in modo più casuale: magari mentre sul sito del Comune di Alessandria si stanno pagando i buoni pasto della mensa o si sta prenotando per rinnovare la carta d'identità. "Perché non tutte le donne vittime di violenza sanno di esserlo e hanno la forza o la possibilità, quindi, di avvicinarsi ai Centri o di denunciare".

“In questo periodo di emergenza sanitaria, con l’obbligo di stare a casa - ha affermato l’assessore alle Pari opportunità, Cinzia Lumiera -, sono aumentati i casi di violenza domestica che riguardano molte donne le quali si sono trovate nella condizione di dover condividere lo spazio con il proprio aggressore aggravando situazioni già problematiche. Questa situazione ha reso la violenza ancor più silenziosa e occulta ed è proprio da questo che nasce l’idea di un’App che in completo anonimato e sicurezza possa dare una prima risposta a tutti i quesiti iniziali delle donne vittime di violenza. Molte hanno imbarazzo a rivolgersi subito personalmente per richiedere informazioni a centri antiviolenza, presso i servizi sociali o anche solamente a contattare telefonicamente gli operatori ma, grazie a questo strumento di chatbot, la donna ha l’opportunità di navigare in piena riservatezza all’interno della propria abitazione, potendo avere risposte immediate alle sue domande.

“Nel 2020 il lockdown ha mostrato a molte donne il suo lato peggiore- ha dichiarato la presidente di ‘Save the Woman’, Rosella Scalone - Durante le prime settimane l'ONU e altre organizzazioni, anche locali, iniziarono a denunciare la soluzione. Anche i centri antiviolenza locali iniziarono a registrare un calo netto di chiamate. E' in quel momento che ho pensato che avrei dovuto fare qualcosa. Lavorando in ambito digitale, mi sono chiesta subito se con la tecnologia si sarebbe potuto trovare una soluzione.

"Ho conosciuto l’associazione Save the Woman grazie alle colleghe di Zonta Club Alassio-Albenga - ha spiegato Nadia Biancato, presidente Consulta Pari Opportunità- che gestiscono il centro antiviolenza Artemisia Gentileschi. Per loro tramite, sul finire del 2020, i Comuni di Alassio e Albenga hanno offerto l’opportunità straordinaria alle loro cittadine di comunicare situazioni di violenza in completo anonimato, prendendo consapevolezza del potenziale rischio di vivere una relazione violenta. Nel corso della prima settimana di utilizzo i contatti erano stati quasi un centinaio a riprova della gravità vissuta all’interno di alcune famiglie. La Consulta Pari Opportunità di Alessandria ha quindi individuato nel chatbot un alleato per contrastare i casi di abusi presenti anche sul nostro territorio". 

"Questo progetto è una grande opportunità per il nostro territorio e costituisce uno strumento in più di contrasto alla violenza di genere - dice la psicologa, presidente di Me.Dea., dr.ssa Sarah Sclauzero -. Quando la presidente della Consulta P.O. di Alessandria, Nadia Biancato, insieme all’assessore alle Pari Opportunità Cinzia Lumiera, ce lo hanno presentato, lo abbiamo accolto con entusiasmo e, una volta verificata la fattibilità con il Comune di Alessandria, ci siamo messe al servizio del team di ideatori per adattare la chatbot alle prassi dei centri antiviolenza Me.Dea. Siamo felici di intraprendere questo nuovo percorso e grate a chi lo ha reso possibile, in quanto rappresenta un aiuto concreto per le donne e un ulteriore segnale di attenzione verso un problema sociale già ampiamente diffuso e ancor più acutizzato dall'emergenza Covid-19”.

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