Domenica 13 Giugno 2021

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L’intervista

Valeria Vacchini: «Dopo la pandemia siamo in una specie di ‘anno zero’ dei diritti dei minori»

Gli effetti a medio termine sui bimbi sono spesso a rischio di irreversibilità

Valeria Vacchini: «Dopo la pandemia siamo in una specie di ‘anno zero’ dei diritti dei minori»

Valeria Vacchini

Valeria Vacchini è la prima firmataria di un appello che coinvolge anche medici pediatri, educatori, psicologi e docenti: tutti uniti dalla preoccupazione in seguito alla risposta fornita dall’assessore alle Politiche Sociali alla proposta di realizzare un progetto di ascolto e sostegno psicologico indirizzato agli adolescenti del luogo presentata da parte di “Progetto Tortona” in occasione dell’ultimo Consiglio comunale.

Da dove parte la necessità di questo appello?
Il 30° anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato internazionale che fissa i principi universali a tutela dei bambini e dei ragazzi di tutto il mondo è caduto in uno dei momenti più difficili della storia del nostro Paese, quello della pandemia da Covid-19. Le conseguenze delle limitazioni imposte per la tutela della salute pubblica hanno compresso e a tratti azzerato una serie di diritti fondamentali, come quelli alla socialità, all’istruzione, all’ascolto, alla partecipazione, al tempo libero e allo sport: siamo stati così catapultati in una sorta di ‘anno zero’ dei diritti dei minori.

Quali sono state le conseguenze primarie?
È ancora oggetto di numerosi studi l’impatto che la pandemia ha avuto sui bambini e gli adolescenti: questa situazione complessa, ha modificato radicalmente la routine e le abitudini di socializzazione dei più giovani, fissandosi nelle loro menti per la sua straordinarietà e per il conseguente peso emotivo, creando una serie di ricordi che li accompagneranno per tutta la loro vita. Gli effetti di medio-lungo termine sui minori sono spesso a rischio di irreversibilità e possono interessare sia il benessere psico-fisico sia la capacità di apprendimento e sviluppo. Nei reparti di Neuropsichiatria Infantile dall’ottobre 2020 ad oggi si è registrato un aumento esponenziale dei nuovi accessi per urgenze psichiatriche con quadri clinici più severi quali disturbi ansioso-depressivi, ideazioni e tentativi suicidari, attacchi al proprio sé corporeo, autolesionismo e break-down psicotici. Tra i bambini più piccoli si è registrato invece un aumento delle sindromi ansiose manifestate attraverso la sfera somatica, come mal di pancia, mal di testa, aumento o perdita di peso, incubi, enuresi.

Un quadro drammatico...
Sì, ma è possibile contrastarlo attivamente: numerosi Comuni e associazioni in Italia, si stanno già impegnando attraverso l’istituzione di attività concrete e gratuite, con lo scopo di elaborare azioni strategiche e politiche a favore della tutela e della promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L'associazione Progetto Tortona ha presentato una mozione per la realizzazione di un progetto di sostegno psicologico rivolto agli adolescenti della città, e l’amministrazione comunale, per voce dell'Assessore alle politiche sociali e giovanili ha respinto la mozione, ritenendola ‘superflua’, contestando i dati scientifici presentati a supporto e l'equazione ‘pandemia=disagio’ attraverso il ricorso a motivazioni non supportate da alcuna base logico-razionale.

Qual è la vostra proposta?
L’appello che rivolgiamo al Comune è quello di impegnarsi nella realizzazione del progetto proposto, in un’ottica di prevenzione e supporto ai servizi al territorio, ponendosi al centro di una rete collaborativa, diretta e digitale, che coinvolga vari stakeholder (psicologi, scuole, servizi sociali) e sia in grado di intercettare finanziamenti pubblici e privati, con il fine di predisporre spazi di ascolto, di promozione e prevenzione, non connotati in senso patologico. Crediamo fortemente che l’applicazione di conoscenze psicologiche, in situazioni critiche come questa, possa essere di grande aiuto, e non solo al singolo che ne faccia richiesta, ma all’intera comunità, perché aumentando il benessere dei singoli, quasi in un effetto di risonanza, può aumentare il benessere della collettività. Lo dobbiamo ai nostri giovani, ai quali stiamo chiedendo un sacrificio importante: quello di posticipare l’appuntamento con il proprio futuro.  

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