Sabato 31 Luglio 2021

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Valle Stura

Valle Stura "invasa" dai tir, le istituzioni scrivono al prefetto

Proteste per la chiusura notturna dell'A26, inviata una lettera in Prefettura

Valle Stura "invasa" dai tir, le istituzioni scrivono al prefetto

CAMPO LIGURE - "Non siamo cittadini di serie B". Rivendicano gli stessi doveri, "ma dovremmo avere gli stessi diritti di chi vive in centri più popolati dei nostri", i cittadini della Valle Stura che, ieri mattina, hanno inviato una lettera al prefetto di Genova, dottor Renato Franceschelli. A fare da portavoce a questa situazione di crescente malumore sono stati, ancora una volta, i rappresentanti del Gruppo viabilità Valli Orba e Stura che, a distanza di poco meno di un anno dal presidio organizzato presso il casello di Masone (era il 4 luglio del 2020), sono tornati a far sentire la loro voce anche alle istituzioni locali.

«La situazione che si è verificata nella serata di lunedì 14 giugno per le vie dell’abitato di Masone - si legge nella nota inviata alla Prefettura di Genova -, in seguito alla chiusura notturna dell’autostrada A26 fino alla diramazione con la A10 è assolutamente grave e necessita di spiegazioni e soluzioni immediate. Le immagini che si sono succedute sui social hanno infatti mostrato lunghe code di auto e mezzi pesanti transitare per le vie del paese utilizzando il clacson e in alcuni casi effettuando sorpassi molto pericolosi. Ci chiediamo come sia possibile che nessuno sia intervenuto soprattutto quando era evidente il pericolo per l’incolumità pubblica e dopo le numerose avvisaglie che si sono verificate in tempi anche recenti con mezzi pesanti incolonnati a percorrere il passo del Turchino dove vige un divieto di transito per gli stessi».

Il rischio, per gli abitanti della Valle Stura, è che si vada nuovamente incontro a un'estate di disagi. Con la rimozione dei cantieri nei fine settimana, infatti, sono sempre più frequenti le chiusure dell'A26 in orario notturno nei giorni feriali, con conseguente affollamento di mezzi pesanti lungo la strada provinciale 456 del Turchino, nel tratto compreso fra Masone e l'hinterland genovese (chiuso, peraltro, ai tir). «Non è affatto trascurabile il fatto che il passaggio a zona bianca che ha messo fine al coprifuoco - prosegue la nota - e la contemporanea fine delle scuole abbiano portato ad avere molte più persone per le vie del paese nelle ore serali e quindi che il riversarsi di mezzi pesanti per le vie del paese abbia assunto un problema di disagio e pericolosità enorme e nettamente superiore alla situazione dei mesi precedenti. Coscienti della necessità di lavori autostradali e tralasciando la responsabilità di tutto quello che sta avvenendo sulla nostra tratta chiediamo che ci sia da parte delle autorità competenti la doverosa attenzione alla salute e alla qualità della vita dei cittadini della Valle Stura. In ultimo vorremmo ricordare a chi sostiene che “intanto c’è la possibilità di passare per il Turchino” che se ieri un mezzo di soccorso avesse dovuto raggiungere Genova sarebbe stato veramente difficoltoso e con tempi lunghissimi. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: Non siamo cittadini di serie B. Paghiamo le tasse, abbiamo gli stessi doveri e dovremmo avere gli stessi diritti di chi vive in centri più popolati dei nostri».

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