Venerdì 03 Dicembre 2021

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Carabinieri

La baby gang della droga del Novese: spaccio, rapine ed estorsioni

Dieci giovani coinvolti: uno è in carcere, due sono ai domiciliari

La baby gang della droga del Novese: spaccio, rapine ed estorsioni

Il colonnello Giuseppe Di Fonzo (a sinistra) e il maggiore Federico Smerieri

NOVI LIGURE - È scattato alle prime luci dell'alba il blitz dei Carabinieri della compagnia di Novi Ligure, insieme ai colleghi del Comando Provinciale e quelli della Compagnia di Milano Monforte. 

I militari hanno dato esecuzione a misure cautelari nei confronti di sei persone: uno è finito in carcere, due ai domiciliari, gli altri sottoposti all'obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria. Oltre a loro ci sono altri quattro denunciati in stato di libertà: tutti e 10 sono giovanissimi e risiedono nel Novese.

I reati contestati, a vario titolo, vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’estorsione, dalla di rapina alle lesioni, in alcuni casi anche con l’aggravante di aver fatto uso di un’arma da fuoco.

Delitti commessi in danno di altrettante giovani vittime, tra le quali anche alcuni minorenni. 

In concomitanza con le misure cautelari i militari hanno dato esecuzione ai decreti di perquisizione locale e personale, nei confronti degli indagati.

Le indagini dei Carabinieri

Le indagini fanno seguito al sempre maggiore coinvolgimento di giovanissimi del Novese in attività delittuose come spaccio, rapine, risse, in un contesto generalizzato di condotte sintomatiche di un profondo e preoccupante disagio giovanile.

Questa percezione ha trovato riscontro in alcune segnalazioni pervenute da ragazzi che lamentavano di essere stati oggetto di minacce e, alcuni di essi, di percosse, a causa di piccoli debiti di droga che non erano riusciti ad onorare.

Mirati approfondimenti investigativi condotti dai militari della compagnia di Novi mediante servizi di osservazione, controllo e pedinamento, perquisizioni, attività tecniche, analisi di dispositivi ed escussioni di persone informate sui fatti, hanno consentito di accertare come in una realtà seppure piccola come quella Novese esistesse, in forme diverse ma similari a quelle presenti in centri di ben altra dimensione, una sorta di “baby gang” che imperversava tra i coetanei degli odierni indagati.

Protagonisti, un gruppo di ragazzi poco più che maggiorenni, connotato dalla presenza di gerarchie, dall’utilizzo di soprannomi e di un linguaggio infarcito di “slang”, dalla familiarità con la violenza, sia parlata che praticata, e dalla passione per la musica  trap e rap.

Giovani per lo più incensurati o con piccoli precedenti, che le indagini hanno dimostrato essere soliti agire “in branco”. Lo spaccio era la loro principale attività delittuosa, spesso seguita da rapine e estorsioni nei confronti di chi non riusciva a pagare i debiti contratti per l’acquisto di droga.

Elemento assolutamente significativo e nuovo per il territorio Novese è stato l’accertamento della diffusione tra alcuni giovani, accanto ad hashish, marijuana e cocaina, delle “nuove droghe”, sostanze droganti costituite da farmaci che, usati come stupefacenti, rappresentano la nuova via dello sballo. È stata documentata la cessione di:

  • Diazepam, conosciuto come Valium, e Lorazepam, entrambi farmaci a base di Benzodiazepine, facente parte delle droghe c.d. leggere, il cui principio attivo rientra nella tabella IV del DPR 309/9;
  • Sciroppo Euphon, farmaco a base di codeina, un oppiaceo facente parte delle droghe c.d. “pesanti”, il cui principio attivo rientra nella tabella I del DPR 309/9. Sostanza, quest’ultima, normalmente contenuta in sciroppi per la tosse di colore viola, molto diffusa e addirittura esaltata nel mondo della musica trap, dove assume il nome di “Lean” o “Purple drank”, in quanto viene assunta con bibite gassate e assume un colore violaceo.

Droghe poco costose, spesso assunte unitamente ad altre sostanze - anche alcoliche - da parte di giovanissimi molte volte inconsapevoli della loro estrema pericolosità.

Chi le procurava, raggiunto dalla misura degli arresti domiciliari, era riuscito a falsificare diverse ricette mediche che gli consentivano di acquistare le sostanze stupefacenti in farmacia senza destare particolari sospetti.

I video sui social

Gli inquirenti hanno inoltre rinvenuto numerosi video caricati sui social in cui gli indagati ed altri giovani si filmavano mentre preparavano e poi assumevano droghe di vario genere, ascoltando in sottofondo, a tutto volume, brani di musica trap.

Diverse anche le aggressioni commesse dagli indagati - almeno quattro caratterizzate da particolare violenza – sia nei confronti di giovani vittime che non erano riuscite ad onorare debiti di droga che nei confronti di chiunque osasse mettere in discussione la loro supremazia.

In alcuni casi i militari hanno rintracciato sui cellulari delle vittime le fotografie che queste si erano fatte dopo avere subito i pestaggi, in cui apparivano con i volti palesemente tumefatti e sanguinanti, a riprova di una violenza deliberata e incontrollata.

Le vittime, impaurite da tanta violenza, non si erano mai rivolte ai sanitari, anche per il timore di dover poi fornire spiegazioni sulle origini delle lesioni.

Dalle indagini sarebbe anche emerso che il capo del gruppo non di rado portava con sé anche una pistola, che riusciva a trafugare da casa, di nascosto dal padre. Grazie a essa aumentava il proprio prestigio e la propria capacità d’intimidazione: in almeno una circostanza l’ha addirittura utilizzata puntandola carica contro la sua vittima.



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