Giovedì 06 Ottobre 2022

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Il caso

Acos, Laveroni risponde alle accuse: "Malcelato sessismo"

14 Dicembre 2021 ore 15:40

di Luciano Asborno

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Maura Laveroni

NOVI LIGURE - L’astio verbale ed epistolare che da alcuni mesi contraddistingue la politica novese è sconfinato nel sessismo secondo Maura Laveroni, presidente di Acos Spa, che ha replicato con un comunicato a quello che lei definisce l’ennesimo attacco alla sua persona e al Gruppo Acos: «Mi si accusa, senza troppi giri di parole, di essere la ‘mandante’ di un’affissione di carattere politico rivolta contro il Gruppo Acos e, al contempo, di operare in danno dello stesso. Intendo stigmatizzare il fatto che gli attacchi personali rivoltimi nel corso degli ultimi mesi - puntualizza - sono stati e sono, tuttora, contraddistinti da un malcelato sessismo, sentimento che deve essere combattuto e condannato con ogni mezzo e in ogni sua forma».

Non solo: «Non posso esimermi dall’additare come totalmente destituite di fondamento le accuse indirizzatemi e, al tempo stesso, dal professare la mia più totale estraneità da un atto che non mi appartiene e che, chiaramente, non si concilia in alcun modo con la carica che rivesto con passione e senso di appartenenza».

 

Solidarietà del Cda

 

Informati dell’imminente uscita di un comunicato stampa atto a sconfessare le illazioni rivolte a Maura Laveroni da un blog locale e ‘rimbalzate’ su alcuni gruppi Facebook, i componenti del consiglio di amministrazione di Acos Spa, rappresentati dall’amministratore delegato Giorgio Pafumi, hanno espresso la loro totale vicinanza alla persona del presidente, manifestandole la loro solidarietà e, al contempo, stigmatizzando, con decisione, le esternazioni indirizzate nei suoi confronti.

«Polemiche - ritiene Maura Laveroni - che, oltre a non favorire lo sviluppo delle nostre attività, nel lungo periodo rischiano di risultare dannose per le società del Gruppo operanti sul libero mercato. Confermo inoltre che nessuno ha mai voluto mettere in discussione le strenne natalizie dei dipendenti del Gruppo Acos; semmai sono state riviste le strenne al di fuori di quelle destinate ai dipendenti, destinando al contempo una cifra considerevole al Consorzio servizi alla persona, per dare un aiuto concreto alle persone del nostro territorio che si trovano in difficoltà. Poi, proprio al fine di sostenere le attività locali, abbiamo anche deciso di dare la precedenza alle attività del nostro territorio per la scelta dei prodotti da inserire nelle strenne. Questa è la situazione reale, mentre ogni altra considerazione è puramente strumentale». 

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