Domenica 03 Luglio 2022

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L'intervista

Roso: «La mia è politica dei volenterosi: Acqui deve cambiare pagina»

A poco più di tre settimane dal voto intervista alla candidata sindaco di centrodestra

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Franca Roso

ACQUI TERME - Unica “quota rosa” tra cinque uomini, Franca Roso è il nome su cui hanno deciso di puntare i partiti del centrodestra acquese, ovvero Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. 

Franca Roso, le sue sensazioni a meno di un mese dalle votazioni? Ad Acqui è giunta l’ora della prima “sindaca”?
Grazie alle esperienze maturate credo che la donna possa rivestire un ruolo rilevante anche in ambito pubblico, perché in grado di mettere in campo sensibilità diverse rispetto all’uomo. Gli ultimi decenni dimostrano l’importante contributo allo sviluppo e alla crescita del Paese fornito dalle donne: un nuovo modo di pensare e di agire con concretezza. Sono orgogliosa di essere la nuova proposta della coalizione di centrodestra e penso sia giunta l’ora di un cambiamento radicale in città; forse la mia candidatura ne è un primo segnale.

Sin qui la campagna elettorale non è stata priva di polemiche. Forse, finora, si è parlato poco di programmi e un po' troppo di colpe “ad personam”? 
Odio le polemiche sterili e considero gli attacchi personali di basso livello. Purtroppo un politico è talvolta obbligato ad evidenziare quelle che considera scelte sbagliate delle precedenti amministrazioni, per proporre nuovi progetti ed indirizzi amministrativi. La mia campagna elettorale non verterà sugli attacchi personali ma, per rispetto nei confronti degli elettori, risponderò a chi diffonde dati e notizie non veritiere sul mio operato di vicesindaco (ruolo ben diverso da quello di sindaco). Mi dispiace che alcuni candidati abbiano invece improntato la campagna elettorale considerando ‘nemici’ gli avversari politici. C’è chi ha riversato su tutti responsabilità di fallimenti invece personali e chi, peggio, sui social motteggia i candidati delle altre liste in modo puerile, come fanno tra i banchi di scuola i bulletti insicuri. Sui manifesti si vestono da brave persone e poi dietro una tastiera si sentono leoni ed attaccano con vignette e post gretti e di inopportuna violenza verbale. Lo stesso approccio purtroppo utilizzato per affrontare questioni importanti come le Terme. La politica non è l’ambito dei tifosi, ma dei volenterosi che confrontandosi mettono a disposizione della comunità impegno e competenze.

I candidati di centrodestra sono ben quattro su sei, se pur qualcuno in veste civica. Tatticamente un vantaggio o a destra si rischia l'autogol?
A ben guardare gli schieramenti mi sembrano bilanciati. Personalmente, è vero, ho l’appoggio coeso dei partiti di centrodestra, ma anche di una lista civica, “Uniti per Acqui Terme”. Rapetti ha un passato da forzista e poi leghista, ma ha incluso nella sua squadra diverse personalità di centrosinistra che quindi ‘pescheranno’ voti anche da quella parte. Bosio penso basi l’appello politico sulla sua personalità, Barosio Bruno ha una connotazione di centrosinistra, Alessio Barosio un’anima centrista, Lucchini anche se non dichiarato, chiede sostegno ai grillini. Insomma, non mi sembra ci sia un affollamento nel centrodestra. Al di là delle bandiere, spero l’elettore faccia attenzione quando andrà ad esprimere il proprio voto e faccia attenzione alla proposta di programma elettorale realizzabile e non solo alle promesse dei singoli candidati.

Terme, turismo e commercio in crisi, precarietà del servizio ospedaliero: quali sono, in sintesi, le vostre ricette?
Riteniamo sia necessaria la costituzione di un ‘Tavolo della Competitività’ con tutte le categorie produttive, le associazioni e i grandi imprenditori locali per la pianificazione di strategie utili al rilancio dell’economia cittadina. Per le Terme vorremmo tessere sinergie che possano rendere utile anche per la proprietà l’apertura dei complessi termali. Vorremmo portare in città un master in Medicina Termale ed Idrologica Medica, riproporre convegni coinvolgendo esperti sui benefici delle nostre acque. Per il commercio vorremmo valorizzare i piccoli negozi, unica alternativa ai deserti cittadini, sostenendo i Distretti del Commercio con progetti di rigenerazione urbana che rendano più accoglienti i quartieri. Occorre anche risolvere la questione degli ambulanti del mercato. Per dare visibilità ai produttori vitivinicoli, poi, insieme alla locale Enoteca vorremmo organizzare la “F esta della Vendemmia” con interessanti ‘experience’ sul life style monferrino. E poi promuovere la gastronomia locale attraverso l’istruzione delle pratiche necessarie al riconoscimento ‘Dop’ di un prodotto nostrano ed il tartufo bianco potrebbe essere un indiscusso portabandiera. Per l’Ospedale non ci abbandoniamo a roboanti annunci di promesse nostalgiche, ma promettiamo un serio e battagliero confronto con gli organi competenti del settore, Asl e Assessorato regionale alla Sanità, affinché il nostro ospedale possa ottenere il giusto bilanciamento tra ciò che è possibile e ciò di cui i pazienti hanno bisogno. Infine, sul turismo Acqui deve tornare viva, appetibile. Bisogna investire in eventi di grande interesse, e rivitalizzare i nostri siti storico-archeologici. Creare un sistema museale diffuso, en plein air, con supporto digitale e promuovere la candidatura della città a sede di premi/festival delle arti, o set cinematografici.  

I giovani rappresentano il futuro della città, ma in tanti appena ne hanno modo si trasferiscono altrove. Che fare?
Vogliamo creare una Consulta giovanile per istruire un dialogo e recepire le loro esigenze. Pensiamo abbiano bisogno di spazi in cui possano esprimere la propria voglia di vivere e la loro creatività, in ambito sportivi o in ambienti nel quale organizzare incontri, eventi e sviluppare le proprie idee. Non solo divertimento. Guardiamo anche al mondo del lavoro. La nostra intenzione è quella di creare occasioni di incontro tra studenti e settori produttivi nonché fornire loro un’occasione di specializzazione ospitando un corso universitario di Scienze del Turismo, un’opportunità per i giovani residenti nei Comuni dichiarati Patrimonio dell’Unesco di ‘Langhe Roero e Monferrato’ e non solo.   

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