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Festival

Templari? La vera storia affascina più del mito

Intervista al professore Antonio Musarra, docente presso l'Università Sapienza di Roma

26 Agosto 2022 ore 10:29

Templari? La vera storia affascina più del mito

Antonio Musarra

Iniziato giovedì, continua fino a domenica il Festival Internazionale dei Templari. Una grande manifestazione che affianca spettacoli a interventi di alcuni dei più importanti medievalisti italiani ed europei. Tra questi, il professor Antonio Musarra dell’Università Sapienza di Roma, studioso di storia marittima del Mediterraneo, delle Crociate e dei Francescani.

Tra i suoi interessi ci sono anche i rapporti tra Templari e Ospitalieri...

I Templari sono naturalmente al centro degli argomenti trattati ma in rapporto anche ad altri temi. Mi interessano molto anche gli Ospitalieri con cui i Cavalieri del Tempio avevano molteplici rapporti sia in Terrasanta che in Italia. Parlando di Ospitalieri va ricordata qualche figura chiave per il territorio come Sant’Ugo Canefri che ha un legame particolare con Alessandria e Genova.


Sant’Ugo Canefri cosa rappresenta per Alessandria?

In realtà di lui abbiamo poche notizie, tramandate soprattutto in età moderna. Bisogna perciò essere molto prudenti. Può testimoniare l’inserimento di Alessandria nelle grandi vie di comunicazione, in stretto contatto con una realtà marittima come quella genovese.

Come si configura questo inserimento?

Sono le vie di comunicazione che collegavano il porto di Genova, dove c’erano le strutture degli Ospitalieri, con l’interno. Un asse che, esistente fin dalla fondazione di Alessandria (finanziata dalla repubblica di Genova) si viene a configurare in modo molto stretto a partire dall’ultimo quarto del XII secolo, consolidandosi proprio durante la vita di Ugo nel corso del Duecento.

Quali altri temi affronterà in questo Festival?

Parlerò dei Templari soprattutto dal punto di vista militare, facendo una panoramica delle battaglie a cui hanno partecipato, del loro ruolo all’interno del Regno di Gerusalemme. Infine, presenterò, insieme alla professoressa Cerrini, uno dei miei libri, ‘Gli ultimi crociati. Templari e Francescani in Terrasanta’.

Un libro che mette a confronto Templari e Francescani?

Nella nostra mentalità siamo soliti collegare i Francescani alla pace e i Templari alla guerra. Nel mio libro ho cercato di scardinare questo concetto, ovviamente non descrivendo l’ordine del santo di Assisi come guerrafondaio ma mostrando come nella realtà del XIII secolo ci sia una sorta di scambio di ruoli. Troviamo Francescani che scrivono trattati di carattere militare per il recupero della Terrasanta con consigli strategici sul modo di procedere. Si occupano anche della predicazione della Crociata, soprattutto alla metà del secolo nel periodo di papa Innocenzo IV. Per converso abbiamo Templari che, conoscendo più da vicino la situazione politica intorno alla Terrasanta, tendono a stringere paci, spesso separate, con il nemico musulmano, arrivando addirittura a condividere luoghi di culto.

Cosa pensa di un Festival come questo?

Un momento di approfondimento su un tema che si presta a grandi incomprensioni. Intorno ai Templari c’è sempre un alone di mistero. Trattare questa pagina di storia dal punto di vista dei documenti non è meno affascinante, anzi forse lo è anche di più e permette di cogliere veramente quale è stato il loro ruolo storico e che legami avevano con il nostro territorio. Ben vengano festival come questo proprio per soddisfare la legittima curiosità di tanti di sapere veramente chi erano.

 

 

 

 

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