Società
L’emergenza
La portata del Tresa è salita da circa 3 a 8 metri cubi al secondo. La Regione prepara i ristori per le spese sostenute dai territori. Oltre 4 mila viaggi delle autobotti e 163 Comuni hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico
15 Agosto 2026
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15:25
TORINO – Più acqua dalla Svizzera, ristori per i Comuni e interventi straordinari per fronteggiare una siccità ormai severa praticamente in tutto il Piemonte. La Regione fa il punto sull’emergenza idrica dopo la riunione dell’Osservatorio regionale. I Comuni costretti a ricorrere alle autobotti sono saliti da circa 70 a 109, con oltre 4 mila viaggi effettuati . Un primo risultato arriva dall’interlocuzione con la Svizzera. Dopo la richiesta piemontese di incrementare i rilasci, la portata del Tresa a Ponte Tresa è passata da circa 3 a circa 8 metri cubi al secondo. «Questa misura è acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta», sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori Matteo Marnati, Paolo Bongioanni e Marco Gabusi. Più acqua dalla Svizzera L’incremento è arrivato dopo la riunione dell’organismo bilaterale e l’interlocuzione avviata dal presidente Cirio e dall’assessore all’Ambiente Marnati. Il dato è stato illustrato dal direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero. Parallelamente si sta lavorando anche sul bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel, per verificare la possibilità di aumentare ulteriormente la disponibilità d’acqua. La situazione, infatti, rimane fortemente critica. «Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto», spiegano Cirio e gli assessori. Autobotti e ristori ai Comuni Il secondo fronte riguarda le risorse economiche. Dopo l’estensione all’intero Piemonte dello stato di emergenza regionale per gli incendi boschivi, sono previste ordinanze del presidente Cirio. Obiettivo, individuare gli interventi per i quali è stata richiesta la copertura attraverso il Fondo regionale di Protezione civile. Potranno essere ricomprese le spese sostenute per l’assistenza alla popolazione, a partire proprio dal servizio delle autobotti necessario per il deficit idrico. E quelle relative agli interventi in somma urgenza effettuati dai Comuni per l’emergenza incendi. «Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti. Perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco», affermano Cirio e gli assessori. La Regione sta inoltre lavorando con il Governo per individuare gli strumenti destinati al sostegno delle imprese. Sono 163 le ordinanze per risparmiare acqua I numeri mostrano quanto l’emergenza si sia ormai estesa sul territorio. Sono 163 i Comuni piemontesi che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, mentre ad altri 94 è stato richiesto di adottare analoghi provvedimenti . I Comuni riforniti attraverso le autobotti sono invece passati da circa 70 a 109, per un totale di oltre 4 mila viaggi. Il quadro è stato esaminato durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, coordinata dal direttore gener...