Politica
Il caso
Il capogruppo di minoranza presenta un dossier e chiede lo stop: “Si poteva restare nel pubblico, così si indebolisce il Comune”
21 Aprile 2026
ore
18:28
ALESSANDRIA - Scontro politico su Amag Ambiente . Il capogruppo di Fratelli d’Italia Emanuele Locci presenta un dossier critico sulle delibere 101 e 102. Contestando il percorso che porta alla costituzione di una società mista pubblico-privata. Secondo Locci, non si tratta di un passaggio tecnico obbligato ma di una scelta politica che ridisegna assetto economico e governance del servizio rifiuti. “Dopo tre anni di attesa – afferma – colpisce l’improvvisa accelerazione , accompagnata da atti con criticità anche formali”. Nel mirino la perizia economica, che fissa il valore di Amag Ambiente in circa 6,5 milioni di euro . Mentre – secondo lo stesso dossier – un diverso metodo avrebbe portato a oltre 7,6 milioni . Locci evidenzia inoltre come la stima sia ferma al 31 dicembre 2024 e non includa gli investimenti più recenti. “Il rischio concreto è cedere quote pubbliche su una base sottostimata , trasferendo valore al privato”, sostiene. Amag: alternativa pubblica e governance Tra i punti centrali, anche la gestione del 20% detenuto dal Consorzio. Secondo Locci esisteva una soluzione alternativa: " Riportare l’intera società sotto controllo pubblico con un’operazione sostenibile". Critiche anche allo statuto e ai patti parasociali. “Al socio privato viene attribuita una posizione molto forte, dalla nomina dell’amministratore delegato fino ai meccanismi economici. Il pubblico resta in maggioranza solo formalmente”. Per queste ragioni, il consigliere chiede il rinvio della decisione , un aggiornamento della perizia e una valutazione indipendente. “Non si tratta di carte astratte – conclude – ma di patrimonio pubblico e di un servizio essenziale. Il compito degli amministratori è difenderlo, non indebolirlo ”.