Cronaca
Alessandria
La denuncia dei familiari di Pierpaolo Guazzotti è ora all’esame della Procura romana. Nell’esposto si contestano ritardi nelle ricerche, presunte lacune nei soccorsi e il mancato rispetto dei protocolli internazionali per le emergenze in mare
16 Maggio 2026
ore
14:32
ALESSANDRIA - È scomparso a Capo Verde il 31 dicembre scorso, mentre si trovava su uno scoglio a pescare. La famiglia di Pierpaolo Guazzotti, medico dentista di Alessandria , assistita dall’avvocato Giulia Boccassi, denuncia : « Ricerche tardive e lacune nei soccorsi ». E si evidenziano altre criticità. L’esposto è stato presentato a inizio aprile in Questura ad Alessandria. Il fascicolo ora è passato - per competenza - nelle mani della Procura di Roma . La ricostruzione Pierpaolo Guazzotti era uscito di prima mattina per andare a pescare, su uno scoglio a fior d’acqua che ben conosceva. Verso ora di pranzo, non vendendolo arrivare, sua moglie è andata a cercarlo. Lì, in quel luogo, c’erano solo l’auto, le scarpe, la maglietta, il retino e il marsupio con il portafoglio. Null’altro . Da quel momento, per la famiglia, è iniziato un percorso segnato da dolore, incertezze, ritardi e interrogativi che ora sono finiti in una denuncia formale di scomparsa. Il dramma a fine anno Quel drammatico 31 dicembre è stata la moglie di Guazzotti a chiamare la Polizia. Che però, a quel che sembra, una volta giunta sul posto non avrebbe avviato alcuna attività di ricerca immediata . Gli agenti avrebbero chiesto alla donna di seguirli al posto di Polizia, mentre lei raccoglieva gli oggetti del marito documentando in modo minuzioso tutta la scena con fotografie. Cosa emerge dalla ricostruzione della famiglia? Che quel giorno non sarebbe stato eseguito alcun intervento concreto di ricerca nello specchio antistante il luogo dove si trovava il dottor Guazzotti a pescare. Gli stessi inquirenti danno atto di aver effettuato le ricerche dal 1° gennaio 2026 , dimostrando così di aver perso tempo prezioso per il ritrovamento dell’uomo. A muoversi, quindi, sono stati i familiari, con l’aiuto di persone del posto e imbarcazioni, organizzando autonomamente le ricerche. Un intervento spontaneo che avrebbe avuto anche conseguenze: la Guardia Costiera, infatti, sarebbe intervenuta per sequestrare l’imbarcazione di pescatori che si erano messi a disposizione della famiglia, contestando il fatto che non fosse autorizzata al trasporto di persone. Violato il protocollo? La vicenda solleva anche un altro punto critico. Esiste un protocollo internazionale che prevede l’immediata attivazione delle operazioni di soccorso in caso di possibile caduta in mare, soprattutto in contesti di oceano aperto caratterizzati da forti correnti. Come a Capo Verde. Ma in questo caso, la famiglia sostiene che tale attivazione non sarebbe avvenuta nei tempi e nei modi previsti. Nel corso delle settimane successive, moglie e figli del dentista hanno continuato a raccogliere elementi e a sollecitare interventi. Hanno mostrato alle autorità tutto il materiale recuperato, comprese le fotografie del luogo scattate il 31 dicembre. Immagini incredibilmente diverse da quelle in mano agli agenti, che pare non abbiano neanche correttamente identificato il luogo della scomparsa. Le ricerche subacquee sarebbero sta...