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Cerimonia in Prefettura per nove cittadini della provincia deportati e internati dopo l’8 settembre 1943. A Valmacca il riconoscimento è stato consegnato all’ultracentenario Claudio Zeppa, unico insignito ancora in vita
18 Settembre 2026
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21:12
ALESSANDRIA – Dieci Medaglie d’Onore per ricordare il sacrificio degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale . Alessandria ha celebrato oggi, venerdì 18 settembre, la Giornata dedicata a quanti furono deportati e internati nei lager nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. In Prefettura, ad Alessandria, si è svolta la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di nove cittadini della provincia . Si tratta di uomini che, dopo l'armistizio, furono deportati e internati in seguito al rifiuto di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale Italiana . A Valmacca la medaglia a Claudio Zeppa La giornata era cominciata alle 9.30 alla Casa di Riposo di Valmacca . Dove il Prefetto di Alessandria, il Presidente della Provincia e il Sindaco di Valmacca hanno consegnato personalmente la Medaglia d’Onore a Claudio Zeppa . Ultracentenario, Zeppa è l'unico tra i dieci insigniti ancora in vita . La consegna ha quindi preceduto la cerimonia organizzata nel capoluogo per gli altri nove riconoscimenti conferiti alla memoria. Ovvero a: Carlo Banzato e Libero Rota di Alessandria. Stefano Forno di Ovada. Maria Caterina Armella di Tortona. Lio Ballerini di Valenza. Alfonso Ariotti di Balzola. Pasquale Vacca di Borghetto Borbera. Giovanni Battista Caneva di Montaldo Bormida. Amedeo Bini di Viguzzolo. Il ricordo degli internati militari italiani Le celebrazioni rientrano nella Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale . Istituita con la legge 13 gennaio 2025, n. 6. Una ricorrenza dedicata al ricordo di quanti, dopo l'8 settembre 1943, pagarono con la deportazione e l'internamento la scelta di non aderire ai regimi nazista e fascista. La cerimonia alessandrina è stata così occasione per rendere omaggio agli internati militari italiani . E mantenere di conseguenza viva la memoria della loro esperienza. Tramandandola alle nuove generazioni come testimonianza dei valori di libertà, dignità umana e democrazia.