Società
Il provvedimento
Progetto elaborato per la riduzione del rischio idrogeologico e di esondazioni sul greto del torrente
20 Aprile 2026
ore
06:59
OVADA - C’è il via libera definitivo al progetto elaborato per la riduzione del rischio idrogeologico e di esondazioni sul greto del Torrente Orba. Si è infatti conclusa la conferenza dei servizi avviata per la autorizzazioni necessarie. La prossima fase sarà quella dell’appalto per l’assegnazione dei lavori che dovranno partire quanto prima. Nel mirino l’area della città compresa tra la Rebba e il Borgo, passando tra Regione Carlovini e la Veneta, messa a repentaglio dalla devastante piena del torrente nel 2021. La spesa per il primo lotto si aggira su 2 milioni di euro. La cifra, ottenuta dalla passata amministrazione, è stata recuperata dalla Protezione Civile attraverso la Regione. Nel complesso l’intervento prevede una serie di innalzamenti di barriere di protezione collocate nelle aree in cui l’acqua potrebbe fare maggiori danni. A contrappeso saranno individuati spazi di sfogo delle acque a distanza dai punti sensibili. I fatti della piena dell’ottobre 2021 ce li ricordiamo tutti. A pagare un prezzo importante furono alcuni simboli della nostra economia come Ormig e Vezzani, aziende costruite in prossimità del torrente. Ma nel contempo pagarono un prezzo molto alto anche tanti piccoli proprietari collocati in particolare tra Regione Carlovini e il borgo stesso. Conseguenze pesanti si registrarono anche per Econet, collocata nella Rebba, ed il Geirino che subì i danni alla piscina ancora oggi da ripristinare completamente. Situazione difficile Lo scenario cittadino del 5 ottobre 2021 rappresentava una vasta area accanto all'Orba invasa dal fango nelle parti più basse. La frequenza crescente con le quali l’Orba, che negli ultimi hanno ha visto accentuarsi il suo carattere di corso d’acqua torrentizio, ha creato problemi negli ultimi dieci anni ha convinto tecnici e politici della necessità di provare a fare qualcosa per evitare conseguenze molto pesanti nei prossimi anni. Sullo sfondo un cambiamento climatico che sta colpendo pesantemente proprio in questa porzione di territorio a cavallo tra Piemonte e Liguria . L’umidità in eccesso che diede vita alla precipitazioni violentissime registrate in quell’occasione sulla parte più alta della Val d’Orba era generata dalla temperatura troppo alta, per il periodo, delle acque del mar ligure. Un fenomeno che fisici e climatologi conoscono bene e hanno giò descritto nei particolari. Le ondate di maltempo significative hanno condizionato la città in molti momenti dal 2019 in poi. Nel 2021 tutta la fascia appenninica tra le due regioni fu interessata da piogge intensissime. La conferma arrivò qualche mese dopo con la dichiarazione dello Stato di Emergenza varato dal Consiglio dei Ministri per avviare le procedure di ristoro dei danni e stanziare i fondi necessari. Ora i lavori previsti vanno nella direzione di quella tanto decantata prevenzione di cui spesso si parla senza perseguirla davvero con conseguenze evidenti.