Politica
Il commento
Il deputato Pd denuncia l’aumento della cassa integrazione e critica il Governo. A Novi Ligure coinvolti 515 dipendenti su 542: «Un comportamento inaccettabile»
19 Ottobre 2026
ore
17:31
NOVI LIGURE – «I lavoratori dell’ex Ilva vanno rispettati e non presi in giro». È duro l’intervento del deputato del Partito Democratico Federico Fornaro . Che oggi, lunedì 19 ottobre, alla Camera ha criticato la gestione della crisi siderurgica durante la discussione generale sul decreto per la continuità operativa dell’azienda. Al centro della polemica, il forte aumento dei lavoratori destinati alla cassa integrazione , che secondo i dati citati dal parlamentare passerebbero complessivamente da 4.459 a 8.622 . La situazione riguarda direttamente anche lo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure , dove, secondo Fornaro, la cassa integrazione interesserebbe 515 dipendenti su 542 . Numeri pesanti anche negli altri siti produttivi: 6.964 lavoratori su 7.875 a Taranto e 870 su 917 a Genova . Il deputato sottolinea come, appena due giorni prima dell’annuncio sull’aumento degli ammortizzatori sociali, i commissari straordinari avessero confermato la prosecuzione delle attività produttive negli stabilimenti di Taranto e Genova. «Soltanto due giorni dopo – non due mesi o due anni – gli stessi commissari hanno annunciato» l’aumento della cassa integrazione, denuncia Fornaro, definendo il comportamento «inaccettabile». «Il tempo è scaduto» Le critiche del parlamentare si rivolgono anche all’esecutivo, accusato di aver accompagnato la crisi dell’ex Ilva con annunci non seguiti dai risultati promessi. « Il tempo è scaduto: serve un piano industriale per l’azienda e per la siderurgia italiana », afferma Fornaro. Secondo il deputato, il progetto dovrebbe prevedere anche l’utilizzo degli impianti con approvvigionamenti esterni , garantendo il pieno rispetto della compatibilità ambientale. «Serve innanzitutto rispetto dei lavoratori, a cui va tutta la nostra solidarietà», conclude. Per lo stabilimento di Novi Ligure , come per gli altri siti del gruppo, resta dunque centrale il nodo della continuità produttiva e delle prospettive occupazionali.