Mercoledì 26 Giugno 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Circolo Ferrero

Come Jacqueline costruì il mito di Kennedy

Come Jacqueline costruì il mito di  Kennedy

Il mistero di Jacqueline Kennedy visto da Pablo Larraín, uno dei migliori registi emersi in questi anni. Giovedì, alle 21,15, il circolo del cinema Adelio Ferrero propone nella sala Kubrick del Kristalli il film ‘Jackie’. La pellicola sarà presentata da Stefano Careddu, che coordinerà il dibattito al termine della proiezione. Un film di grande fascino che affronta temi senza tempo come la perdita, il mito, la fede, la storia. L’attenzione del regista è incentrata sul momento più drammatico della vita di Jacqueline: il giorno dell’assassinio a Dallas di suo marito, il presidente Kennedy, mentre si trovava con lei in automobile. La First Lady è impersonata dal premio Oscar Natalie Portman, affiancata da Peter Sarsgaard (Bobby Kennedy), Greta Gerwig (Nancy Tuckerman, segretaria personale di Jackie), Billy Crudup (giornalista a cui concede una lunga intervista), John Hurt (il prete con cui Jackie si confessa poco dopo la morte del marito), e John Carroll Lynch (Lyndon Baines Johnson, il vicepresidente che assume la presidenza degli States). Aveva solo 34 anni quando Kennedy è stato eletto presidente. Elegante e raffinata, è divenuta in breve tempo un’icona in tutto il mondo per il suo gusto in fatto di moda, arredamento e arti. Eppure, nonostante sia stata una delle donne più fotografate al mondo, sappiamo molto poco di lei. Larraín cerca di indagare questo mistero, incentrando la sua attenzione nei momenti più drammatici della sua vita. Il presidente Kennedy morì giovane e la sua esperienza alla Casa Bianca rischiava di finire dimenticata, come una breve parentesi nella grande storia degli Stati Uniti. Nonostante il trauma che aveva subito, Jacqueline Kennedy, nel corso dei pochi giorni che precedettero il funerale, riuscì a trasformarlo in una leggenda, definendo un’immagine che ancora oggi è in grado di affascinare, a distanza di tanti anni, consolidando così il suo lascito storico. Questo perché, sofisticata esperta di mode e tendenze, conosceva molto bene i meccanismi del mondo dei mass media. E, così facendo, è diventata anch’essa un’icona, per sempre ricordata con il suo solo nome di battesimo, Jackie, con cui, non a caso, Larraín ha voluto intitolare il film.

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