Venerdì 06 Dicembre 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Vite in cella

Face to face: la storia di un condannato dopo dieci anni

Si rifà una vita onestamente ma è tutto inutile

Face to face: la storia di un condannato dopo dieci anni

FACE TO FACE - Il nono capitolo del progetto "Face to Face", progetto artistico ideato e realizzato da Massimo Orsi che Il Piccolo pubblica a puntate, è dedicato a un detenuto che racconta la sua odissea nelle maglie della giustizia italiana.

TUTTI I RACCONTI - La raccolta del progetto Face to Face

Il Palo

Sono venuto in Italia per la prima volta nel 2003, avevo un visto turistico di tre mesi.
Iniziai a lavorare in una fabbrica di scarpe vicino a Verona, dopo tre mesi, visto che continuavano a non
pagarmi, decisi di tornare in Romania.
Sono tornato in Italia nel 2007, il mio paese faceva già parte dell’Unione Europea, sono arrivato a Milano.
Mi ha ospitato un amico, che avrebbe dovuto trovarmi un lavoro.
Dopo un po’ di tempo, non avendo trovato un lavoro, ho dovuto andarmene ed ho iniziato a vivere per
strada.
Per strada ho conosciuto altri connazionali e una sera mi hanno proposto di andare con loro a rubare ad
altri rumeni.
Andammo alla stazione dei pullman, loro, spacciandosi per carabinieri in borghese, si rivolgevano ai
connazionali che dovevano prendere il pullman per tornare in Romania, fingevano di controllare il bagaglio
e chiedevano di mostrargli i documenti ed il denaro per il viaggio. Avuti documenti e denaro, si
allontanavano per un controllo e non tornavano più.
Io facevo il palo, seduto in macchina, dovevo controllare che tutto fosse tranquillo e che non arrivassero i
carabinieri veri.
Ho fatto questo per dieci volte sempre come palo. Nel 2008 sono tornato in Romania.
Due anni dopo sono tornato in Italia con un documento falso che loro mi hanno procurato. Appena arrivato
alla stazione di Brescia, con un altro della banda, vengo arrestato per complicità in furto.
Rimango in carcere fino alla data del processo e al processo vengo condannato a un anno e dieci giorni di
reclusione.
Mi portano nel carcere di Torino e dopo sette mesi vengo rilasciato in attesa della condanna definitiva.
Anche se non avrei dovuto farlo, sono tornato a casa, e, cercando di dimenticare l’esperienza italiana, ho
iniziato a lavorare onestamente.
Dopo dieci anni, il tre marzo del 2018, mi è arrivata la condanna definitiva: un anno e undici mesi di
reclusione. Cinque mesi restanti della prima condanna e un anno e sei mesi per il documento falso.

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