Sabato 20 Luglio 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L’inchiesta

Sette medici sotto indagine per la morte di Ingrid

Lunedì l’autopsia. Il dolore composto della famiglia delle vittime

Sette medici sotto indagine per la morte di Ingrid

Ingrid Vazzola

ALESSANDRIA - Sarà l’autopsia dover chiarire cosa è accaduto a Ingrid Vazzola e alla bambina, morte nel reparto di ginecologia dell’ospedale di Alessandria. La Procura ha nominato il dottor Luca Tajana. La famiglia il professor Roberto Testi. L’esame verrà eseguito lunedì. 

Coinvolti nell’inchiesta, come atto dovuto - ovvero per dare la possibilita a chi è indagato di difendersi fin dall’inizio, il primario di ginecologia e ostetricia, Nicola Strobelt, e i medici Rossana Uberti, Angelo Chiappano, Ezio Capuzzo, Tiziana Fortunato, Stefano Prigione e Alberto Guagliano. Si tratta dei medici dei reparti (pronto soccorso, ginecologia e chirurgia vascolare) che hanno avuto in cura la donna da quando, la notte tra lunedì e martedì scorsi, ha chiesto l’intervento dei sanitari accusando febbre, dolori lombari e vomito. L’ipotesi di reato: responsabilità colposa in ambito sanitario e procurato aborto.

Ingrid Vazzola aveva 41 anni. Era incinta di otto mesi. Lei e la sua bambina sono morte martedì (18 giugno). La famiglia è rappresentata dagli avvocati Francesco Sangiacomo, Gabriella Angela Massa e Vittorio Spallasso. 

Stefano Mantelli, marito di Ingrid, vuole capire cosa è accaduto alla sua compagna di vita. E’ pacato nel suo racconto, ma perentorio. 

Ha ripercorso i momenti drammatici da quando è arrivato all’una di notte al pronto soccorso, e si chiede come sia stato possibile che sua moglie sia stata dimessa la mattina successiva (martedì 18 giugno) nonostante la febbre non scendesse e le condizioni di spossatezza fossero estreme.

E’ proprio dopo le dimissioni che la situazione precipita. Arrivati a casa, ad Oviglio, marito e moglie sono costretti a tornare subito al pronto soccorso. “Mai più potevo immaginare che fosse alla fine...” racconta l’uomo con gli occhi velati di dolore. 

Ora sarà l’inchiesta a dover far luce sui tanti momenti nebulosi raccontati.

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