Giovedì 19 Settembre 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Venezia 76

Dieci minuti di standing ovation per Julie Andrews, Leone d’Oro alla carriera

Oggi la proiezione di “Guest of Honour” di Atom Egoyan

Dieci minuti di standing ovation per Julie Andrews, Leone d’Oro alla carriera

VENEZIA - La sesta giornata del Festival internazionale d’arte cinematografica è stata interamente dedicata a lei, Julie Andrews, 83 anni, vera e propria icona del grande schermo amata e ricordata soprattutto per il personaggio di Mary Poppins, che nel 1965 le fece vincere l’Oscar con l’omonimo film diretto da Robert Stevenson.

In una Sala Grande affollatissima, la Andrews - dopo l’introduzione del regista Luca Guadagnino - ha ricevuto il meritato Leone d’Oro alla carriera dalle mani del presidente della Biennale, Paolo Baratta: sono seguiti dieci, emozionanti minuti di standing ovation.

Luca Guadagnino ha ricordato che «Julie Andrews è un’icona del ventesimo e ventunesimo secolo che sa trasmettere una sorta di classicismo olimpico in ogni cosa che fa. Ha rappresentato ai massimi livelli la recitazione, la danza, la musica, la scrittura e l'attivismo politico; la sua eleganza è diventata un valore assoluto: unica nella storia del cinema e assolutamente inimitabile».

L’attrice inglese, moglie di Blake Edwards (e protagonista nel 1982 del suo “Victor Victoria”, che è stato proiettato subito dopo la premiazione), si è dichiarata ancora incredula per la carriera internazionale compiuta: «Ancora mi meraviglio, sono stata una ragazza fortunata che ha potuto recitare ruoli bellissimi». Infine, Julie Andrews ha dedicato il Leone d’Oro ai giovani aspiranti attori: «Chiedo loro di rimanere fedeli ai loro sogni e alla loro visione».

Ottima accoglienza anche per “Martin Eden” del giovane regista Pietro Marcello, in lizza per il Leone d’Oro. Il film è la trasposizione dell’omonimo romanzo scritto da Jack London nel 1909, ma ambientato nella Napoli dei primi del Novecento: in sala dal 4 settembre.

Oggi è attesa la proiezione di “Guest of Honour” di Atom Egoyan: il regista armeno mette in scena la complicata vicenda di un padre e di una figlia legati da un oscuro segreto familiare.

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