Mercoledì 12 Agosto 2020

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Gli eventi

Festa di Sant’Antonio: una settimana di appuntamenti

Dal 13 al 18 gennaio la tradizionale Festa dell'Ospedale. Si inizia parlando di Medical Humanities

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L’ospedale di Alessandria

ALESSANDRIA - “Abbiamo cercato di declinare il tema delle patologie ambientali come filo rosso nelle varie iniziative di questa bella festa, così sentita dalla comunità”: così Giacomo Centini, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera ha introdotto il programma della Festa di Sant’Antonio, la tradizionale festa dell’Ospedale che si terrà dal 13 al 18 gennaio.

Nell’ottica di un continuo sviluppo al servizio del paziente, le celebrazioni si aprono con un pomeriggio dedicato alle Medical Humanities per riflettere sull’integrazione tra la dimensione tecnica dell’approccio medico tradizionale e la dimensione relazionale fornita dalle discipline umanistiche, da sempre motivo di contemplazione contro le malattie per i ricoverati.

Le radicali alterazioni dello scenario, dal punto di vista delle innovazioni in campo tecnologico, fino alle più recenti scoperte nel campo della genomica e dell’immunologia, hanno generato anche una profonda trasformazione in medicina. Se da una parte, infatti, la Evidence-Based Medicine ha consolidato il paradigma di una medicina basata sulle prove di evidenza fornendole quindi lo statuto di scienza esatta, dall’altra è in atto un processo per cui l’azione terapeutica è sempre più concepita come “atto integrato”, come punto di convergenza e campo di applicazione di cognizioni non solo strettamente mediche, ma anche di carattere psicologico, filosofico ed etico.

Da qui l’idea di dedicare un pomeriggio alle attività messe in atto dall’Azienda Ospedaliera e in particolare dall’Infrastruttura Ricerca, Formazione, Innovazione relative alle Medical Humanities, la cui prospettiva tende allo studio di tutte le forme che definiscono il rapporto fiduciario tra medico e paziente.

Poiché, infatti, la buona cura si realizza in primis attraverso una relazione efficace con il paziente, fatta di ascolto del suo mondo e della sua storia, viene presentato il concorso di medicina narrativa “Racconto la mia cura” che si pone l’obiettivo di dare spazio a chi si è confrontato con la malattia, raccogliendo i racconti di coloro che ne hanno vissuto in maniera diretta l’esperienza, dei loro familiari e degli operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura.

Un momento di maggiore approfondimento teorico è invece costituito dalla lectio magistralis di Roberto Cotroneo, presidente di giuria, dedicata al concetto di ospedale come luogo di cultura oltre che di cura a cui seguiranno i dialoghi sulle Medica Humanities in cui si introduce anche il Centro Studi, nato proprio per favorirne l’insegnamento e la conoscenza nella pratica clinica quotidiana attraverso studi, pubblicazioni, eventi divulgativi, convegni e seminari.

Lunedì 13 gennaio 
Salone di Rappresentanza (ingresso via Venezia 16)

Cura e comunità, cura e cultura

ore 16
Saluti del direttore generale Giacomo Centini
Saluti delle autorità

ore 16.30-17
Lectio Magistralis
Gli ospedali: luoghi di cultura e cura
di Roberto Cotroneo

ore 17
Medical Humanities: cultura è cura
Modera Antonio Maconi, responsabile Infrastruttura Ricerca Formazione Innovazione Ao Al
Relatori
Roberta Lombardi, professore ordinario di Diritto amministrativo nell’Università del Piemonte Orientale
Patrizia Santinon, dirigente medico Psichiatria Ao Al e Società Psicoanalitica Italiana
Antonella Barbierato, coordinatrice infermieristica Cardiologia Ao Al, dottoressa in Metodologie Filosofiche e consulente autobiografica
Alessandro Provera, avvocato, componente Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale, Università Cattolica
don Stefano Tessaglia, cappellano Ao Al

Presentazione concorso di Medicina Narrativa
Racconto la mia Cura

ore 18
Presentazione e inaugurazione mostra libri del Fondo Antico della Biblioteca Biomedica Ao Al
Cura, Ambiente, Cultura: trasmissione del Sapere nel fondo antico dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria
in collaborazione con la Biblioteca Civica “F. Calvo” di Alessandria e la Cooperativa Arca


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