Martedì 22 Settembre 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

dopo la tragedia

"Basta morire di lavoro": sciopero nei cantieri del Terzo Valico

Tutti i cantieri si fermano per quattro ore. Cgil: "Si lavora sempre meno ma sempre peggio". Cabella: "Garantire la sicurezza"

"Basta morire di lavoro": sciopero nei cantieri del Terzo Valico

Il luogo dell'incidente mortale

ALESSANDRIA — Due province e sei sigle sindacali sono coinvolte nello sciopero che domani, mercoledì 22 gennaio, interesserà tutti i lavoratori occupati nei cantieri del Terzo Valico. Uno sciopero «contro le morti sul lavoro, per dire ancora una volta basta alla strage nei cantieri e per chiedere maggiore sicurezza», spiegano le federazioni provinciali di Alessandria e Genova di Filt, Fit, Uiltrasporti, Feneal, Filca e Fillea, le organizzazioni sindacali che raggruppano i lavoratori dell’edilizia e dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil.

L’astensione del lavoro, che durerà 4 ore alla fine di ciascun turno, è stata proclamata a seguito della morte del 52enne Antonio De Falco, l’autista residente a Novi Ligure rimasto ucciso mentre lavorava alla cava Clara e Buona di Alessandria, un deposito per lo smaltimento del materiale di risulta proveniente dalle gallerie del Terzo Valico.

«Nonostante i tanti confronti con le aziende impegnate nella realizzazione dell’opera – dicono i sindacati – ancora molto si può e si deve fare. Imprese e politica devono davvero investire sulla sicurezza sul lavoro. Proprio per questo è importante contrattare sul territorio e con le stazioni appaltanti misure a sostegno della sicurezza e della dignità del lavoro».

«Non possiamo tollerare che passi inosservato il numero di caduti sul lavoro annuale che è ormai raddoppiato rispetto ai primi dieci anni del secolo e non vogliamo doverci abituare a questa strage che coinvolge la nostra provincia dove si lavora sempre meno, con meno occupati e sempre in peggiori condizioni», fanno sapere dalla Cgil di Alessandria.

Anche il sindaco di Novi Ligure Gian Paolo Cabella, nell’esprimere la propria vicinanza alla famiglia della vittima, ricorda che «nel 2019 le morti sul lavoro sono state quasi mille, un numero elevatissimo che conferma quanto sia attuale e irrisolto questo problema nel nostro Paese. Morti principalmente causate dalla mancanza di tutele dei lavoratori e da scarsi controlli. Dovrebbe essere una priorità per tutti, e in particolare per i datori di lavoro, garantire i massimi livelli di sicurezza sul posto di lavoro».

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