Giovedì 24 Settembre 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Fraschetta

Polo chimico, produzioni pericolose e ambiente: c’è una mozione

Primo firmatario Giorgio Abonante: si chiedono approfondimenti, dati e consiglio comunale aperto

Polo chimico, produzioni pericolose e ambiente:  una mozione

Il polo chimico di Spinetta

ALESSANDRIA - "Polo chimico di Spinetta Marengo, produzioni pericolose e riqualificazione ambientale della Fraschetta": questo il titolo della mozione presentata da Giorgio Abonante (Pd) e firmata da Emanuele Locci (Alessandria Migliore), Michelangelo Serra (M5S), Enrico Mazzoni (Pd) e Francesco Gentiluomo (M5S). 

Michelangelo Serra: "E' una mozione importante ed è importante discuterla subito perché a marzo ci sarà la Conferenza dei servizi che tratterà l'ampliamento del settore produttivo del C6O4. Come Movimento, ci stiamo muovendo su più fronti: in Comune con la mozione e l'interpellanza sulla seconda tranche dell'indagine epidemiologica per individuare la relazione tra patologie e sostanze inquinanti, e cercarne il responsabile; in Regione per fissare prudenzialmente dei valori da rispettare rispetto al C6O4 nelle acque e nell'aria; e lo stesso stiamo facendo a Bruxelles per sbloccare la situazione e fissare dei limiti per tutti gli stabilimenti produttivi in modo che le regole valgano per tutti. Fino a quando non avremo quei limiti da rispettare noi invitiamo a utilizzare il principio di precauzione a tutela della salute dei nostri concittadini". 

Emanuele Locci: "Questa è una vicenda su cui è necessario riportare il dibattito nell'ambito istituzionale per dovere di trasparenza. Ho condiviso la mozione di cui il collega Abonante è il primo firmatario perché finalizzata proprio ad approfondire nelle sedi istituzionali e con gli enti preposti la situazione dell'inquinamento ambientale e, soprattutto, renderne consapevoli amministratori e cittadini al fine di poter compiere le migliori scelte politiche con il giusto equilibrio e con tutte le informazioni a disposizione"

 

Mozione, la premessa. 

"I composti perfluoroalchilici sono stati impiegati per anni nel polo chimico di Spinetta e sono stati rilasciati nelle falde acquifere e nei corsi d'acqua. Sono defluiti dalla Bormida al Tanaro e via via fino al Po. Tali composti sono altamente nocivi alla salute umana: per questo motivo sono stati banditi su scala mondiale a decorrere dal 2012. Solvay nel 2012 fu costretta a sostituire il Pfos - vietato come ricordato dalle convenzioni e normative internazionali - con un altro componente fluorurato il C6O4 che iniziò a produrre in un reparto allestito  all'interno dello stabilimento di Spinetta Marengo. Solvay ha richiesto alla Provincia una nuova Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) per poter  costruire un nuovo e più grande reparto per la preparazione del C6O4 in modo da aumentarne la produzione e l'impiego. Legambiente si è opposta alla richiesta e il 28 ottobre scorso ha inviato alla Provincia un documento nel quale si afferma che tale autorizzazione debba essere concessa solo a conclusione di studi condotti da centri di eccellenza 'super partes'.

Contemporaneamente, Legambiente ha richiesto alla Provincia di Alessandria di visionare la documentazione integrale prodotta da Solvay Speciality Polymers Italy spa riguardante il procedimento in oggetto, rendendo accessibile il contenuto dei ben 56 omissis presenti nella relazione tecnica attualmente resa pubblica sul sito della Provincia. 

La Provincia, il 14 novembre 2019, pare abbia espresso il diniego alla suddetta richiesta. Legambiente ha allora richiesto la sospensione del procedimento di autorizzazione a costruire il nuovo impianto (A.I.A.) appellandosi al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Provincia di Alessandria. Anche questo ricorso sembrerebbe non essere stato accolto e, martedì 19 novembre, si è svolta in Provincia la conferenza di autorizzazione a produrre tale composto, alla quale per Legambiente ha partecipato l'ingegner Claudio Lombardi. Solvay ne ha contestato la presenza per preservare 'segreti industriali'. La Provincia ha allora deciso che il rappresentante di Legambiente avrebbe potuto presenziare unicamente agli interventi di Arpa, Comune e Asl, ma depurati di dati quantitativi e senza prendere la parola. Nel seguito pare che Arpa abbia reso noto che nelle acque del Bormida a valle dello scarico del polo chimico la concentrazione di C6O4 è di 1,6 microgrammi/litro contro un valore di fondo inferiore a 0,1 microgrammi/litro. Arpa avrebbe espresso seri dubbi sull'efficacia dei sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti di C6O4 adottati da Solvay e richiesto una serie di precisazioni. 

Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale impegna sindaco e giunta

- a predisporre una relazione che aggiorni il Consiglio comunale sulle informazioni raccolte in sede di conferenza dei servizi sulla richiesta di nuova Aia avanzata da Solvay; 

- a richiedere alla Provincia di Alessandria la motivazione dell'esenzione accordata a Solvay ad aggiornare l'Aia (autorizzazione integrata ambientale ovvero autorizzazione a produrre) relativamente all'impianto di produzione di C6O4 entrato in funzione nel 2013 nello stabilimento di Spinetta Marengo; 

- a relazionare in Consiglio comunale sull'espressione di parere nel corso della procedura di revisione Aia apertasi in data 19/11/2019 e gestita dalla Provincia di Alessandria in merito alla richiesta della Solvay di ampliamento della produzione di C6O4 mediante nuovo impianto; 

- a portare in Conferenza di servizi l'auspicio che l'autorizzazione sia concessa solo a conclusione di studi condotti da centri di eccellenza 'super partes'; 

- a coinvolgere il nuovo Centro interdipartimentale per la sostenibilità ambientale appena creato dall'Università del Piemonte Orientale, con la regia del Disit che ha sede ad Alessandria, nelle attività di studio, approfondimento e accompagnamento del Comune nel corso avviato in Conferenza dei servizi finalizzato alla produzione della nuova Aia; 

- a convocare un Consiglio comunale aperto sulla riqualificazione ambientale della Fraschetta in accordo con le associazioni di categoria, i sindacati, l'Università del Piemonte orientale, la sede di Alessandria del Politecnico di Torino, l'Asl, l'Arpa e la Provincia di Alessandria. 

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