Calcio - Grigi

Martini: "Conosco Pillon, è l'uomo giusto in questo momento"

'Din din' autore dell'unica rete tra Grigi e Casertana. Ora gioca per la Champions

Alessandria Martini

Minuto 39, 7 agosto 2011: Martini segna la rete che dà la vittoria all'Alessandria sulla Casertana

 

Un solo precedente, e neppure in campionato. Solo in Coppa Italia, anzi in Tim Cup. E un solo gol in queste ridottissime statistiche tra Alessandria e Casertana. Autore: Marco Martini. Si, proprio lui, ‘Din Din’, l’origine del coro che poi, a Spezia, è diventato ‘Din Don’, per il ritmo e la rima con Bocalon. Ma il ‘Din din’ da Salerno resta nel cuore di tutti, capace di restituire il sorriso in quella estate del 2011. L'unico, in tanti anni di storia, ad aver segnato un gol alla Casertana, l'unico nei precedenti tra le due società.  "Con assist di Fabio Artico, il bomber, uno che non solo segnava, ma aiutava tutti a fare gol.
Me la ricordo bene quella rete: lancio in profondità del bomber, io controllo e in diagonale infilo il portiere. Come se lo avessi fatto adesso: non ne ho segnati molti - scherza Martini - per questo me la memoria non mi tradisce mai"., Gioca ancora, campionato interno di San Marino, e sabato ha la finale, che vale scudetto e preliminari di Champions. Peri Grigi, invece,  adesso ci sono questi playoff "cervellotici, esagerati, troppe squadre per un posto solo. Una formula che annulla la meritocrazia, anche nel calcio. Quando giocavo io in C1 e C2, il secondo posto nella serie superiore se lo giocavano in quattro. Ventotto formazioni mi sembrano davvero una esagerazione senza senso".
Che rischia di alimentare le sorprese. "Anche se non si possono fare paragoni tra due gironi diversi, tra Alessandria e Casertana ci sono 29 punti e questo vorrà ben dire qualcosa. Almeno una differenza netta di valori c’è, continuo a considerare l’Alessandria la squadra più forte, anche se al Sud a volte bisogna mettere da parte almeno un po’ di qualità e sostituirla con la cattiveria e l’agonismo. E, soprattutto, bisognerà scrollarsi di dosso i fantasmi delle ultime gare: il lavoro più duro è quello di Bepi Pillon, ma io credo che sia la persona giusta in questo momento». Martini conosce bene i due tecnici del Grigi: Braglia a Frosinone in B - "rapporti tra lui e i giocatori un po’ ‘faticosi",  Pillon a Padova, campionato 97/98. "Mi ha fatto debuttare in B: è un grande lavoratore, molto preparato, genuino, trasmette carica, ma riesce anche a parlare ad un gruppo che deve buttare via tutte le scorie. I cambi, si sa, sono sempre traumatici, ma nel caso dei Grigi hanno scelto l’allenatore, e l’uomo, giusto".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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