Lunedì 17 Dicembre 2018

Alessandria

Muore a 64 anni, aperta un'inchiesta

Dal ricovero al pronto soccorso all'incidente dell'ambulanza in emergenza: la figlia della vittima racconta il dramma

Muore a 64 anni, aperta un'inchiesta

Katiuscia Zilio, figlia della vittima

Il dramma di Maria Angela Lionello, 64 anni, inizia mercoledi mattina mentre si trova nella sua abitazione al Cristo, in via Martiri della Benedicta. La donna, mentre sta lavando una pentola sente un dolore lancinante alla schiena. Pensa subito a uno strappo muscolare nella parte alta, più o meno all'altezza delle scapole. <Quando sono arrivata a casa - racconta la figlia Katiuscia Zilio - ho cercato di alleviarle il dolore massaggiando un po' la schiena. Ma il male aumentava. Così, in serata siamo andati in via Ghilini, presso la guardia medica. Le hanno fatto una puntura con dell'antidolorifico, ci hanno detto di fare una lastra e siamo tornati a casa. Mala situazione è peggiorata. Così abbiamo deciso di andare al pronto soccorso. Siamo arrivati verso le 22.30, l'hanno fatta sedere su una carrozzina e le hanno misurato la pressione. Era alta. Abbiamo atteso un'oretta, quindi hanno fatto un'eco all'addome. Le hanno dato altre pastiglie ma non hanno fatto gli esami del sangue. Poi l'hanno portata in sala raggi per la lastra, ma hanno dovuto sospendere perché mia mamma è svenuta. Due ore dopo, passato il malore hanno ripetuto l'esame. Verso le sei di giovedì l'hanno dimessa con la diagnosi di lombalgite. Ci hanno consigliato di fare una risonanza dopo aver prescritto degli antibiotici>. La 64enne torna a casa, si corica a letto e riposa praticamente tutto il giorno. Verso le 17.30, quando la figlia torna a casa, si alza e va verso il frigo. <In quel momento si è appoggiata al muro gridando per il dolore, aveva male alla schiena. Di nuovo. Urlava, ha perso i sensi e abbiamo subito chiamato il 118. Gridavamo che stava morendo, di fare presto. Mio zio (fratello della 64enne, ndr) le ha fatto il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Aveva un battito ridotto al minimo>. Mentre la famiglia sta lottando per tenere in vita la donna, l'ambulanza della Croce Rossa, inviata dal 118, ha un incidente in Spalto Gamondio. Il mezzo di soccorso e' in emergenza, ha i lampeggianti accesi e la sirena che segnala l'emergenza. L'autista ha praticamente passato la pericolosa intersezione quando l'auto condotta da una donna supera le auto che si erano fermate per permettere alla Croce Rossa di correre sull'intervento da 'codice rosso', e la centra. L'ambulanza e' costretta a fermarsi. Sul posto arrivano gli agenti della polizia municipale per rilevare l'incidente. <A casa e' arrivata una prima ambulanza - continua Katiuscia -, poi quella con i medico. Ci hanno fatto aspettare fuori dalla stanza, quando sono usciti ci hanno detto che la mamma era morta>. A quel punto la telefonata al 113. <Agli agenti abbiamo raccontato quello che è accaduto consegnando tutta la documentazione medica delle ventiquattro ore precedenti, soprattutto quella del pronto soccorso. Perché non hanno fatto gli esami del sangue? Perché non si sono preoccupati del malore in sala raggi? Ora vogliamo sapere di cosa è morta la mamma>. La famiglia si è rivolta all'avvocato Giuseppe Lanzavecchia. Il magistrato chiederà che venga eseguita l'autopsia. <Nomineremo un nostro consulente - spiega il legale -, e aspetteremo l'esito dell'esame autoptico per capire>.

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