Lunedì 21 Ottobre 2019

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Il caso

Aral, concordato “inammissibile”. Il sindaco: “Presto una nuova domanda”

La decisione del Tribunale e la risposta dell’amministrazione

Aral, concordato “inammissibile”. Il sindaco: “Presto una nuova domanda”

Il Tribunale di Alessandria ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato preventivo di Aral Spa.

Quindi, che succederà ora? Il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, e l’assessore all’Ambiente, Paolo Borasio, spiegano che “le ragioni addotte dal Tribunale non hanno riguardato la sostanza del Piano di risanamento presentato, ma profili giuridico-procedimentali. Infatti, il Tribunale ha valutato di non poter acquisire formalmente l’integrazione della relazione di attestazione che la società ha depositato all'ultima udienza del 15 maggio, rispetto a quella iniziale che era stata ritenuta carente sotto alcuni profili”.

Parimenti, sempre secondo l’amministrazione di Palazzo Rosso, “il Tribunale ha confermato nel provvedimento che tale decisione ‘non produce pregiudizio significativo’, posto che la società potrà ripresentare comunque una nuova domanda di concordato”.

“Rispettiamo le sentenze del Tribunale ed apprezziamo le valutazioni fatte dai giudici e le aperture per andare avanti nel percorso tracciato - aggiunge il primo cittadino - Ciò non di meno, riteniamo che la sentenza appare molto severa nei confronti di una società pubblica che, dopo tante difficoltà, ha avviato un radicale processo di risanamento che ha già iniziato a portare i suoi effetti positivi nei confronti dei creditori, dei dipendenti e della cittadinanza intera, non più costretta a subire le conseguenze dell’emergenza rifiuti. Per questo, restiamo pienamente convinto della strategicità dell’azienda pubblica e dell’irrinunciabilità della prosecuzione del percorso di risanamento in atto, che ha già conseguito notevoli e consolidati effetti positivi sulla gestione, ritornata in utile. Altre soluzioni, diverse dal risanamento dell’azienda, in una prospettiva di continuità, non sono praticabili e rappresenterebbero un forte pregiudizio non solo per i creditori, ma anche per le comunità locali, per i lavoratori e in ultima istanza per i cittadini”.

Cosa succederà adesso? Palazzo Rosso conferma “la piena fiducia nel vertice della società, che con i suoi consulenti è già al lavoro per la predisposizione della nuova domanda di concordato, che sarà tempestivamente presentata sulla base del medesimo piano di continuità dell’attività aziendale e della medesima proposta ai creditori”.

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