Lunedì 26 Agosto 2019

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Il caso 'bando Amag' torna a far discutere

Rossa: “Resta una situazione non chiara”. Serra: “Esposto in Procura”

Amag, sale la tensione. "Non si assume così"

ALESSANDRIA -  La commissione congiunta Bilancio e Territorio in Comune – richiesta dal consigliere Giorgio Abonante dopo il caso scoppiato sul bando per l'assunzione di tre figure professionali in Amag – è servita solo a ribadire le posizioni delle parti. Alla presenza del presidente Paolo Arrobbio e dell'amministratore unico del gruppo, Adelio Ferrari è stata spiegata la situazione alla base di quella “necessità” di un bando per assumere personale, che deriva dal dicembre 2017 con una comunicazione tra il responsabile del servizio amministrativo-finanza di Amag e l'allora ad, Bressan dove si parlava di mancanza di 5 unità. Oltre al fatto che si erano sostenuti costi in più “per un buon 20% per sopperire a queste mancanze di dipendenti”. Poi la questione degli “errori formali, patente e titolo di studio” e infine la decisione di annullare il bando.

Nessun problema personale tra me e Ferrari – ha spiegato il presidente Arrobbio – Solo gli uffici non erano a conoscenza delle nuove deleghe dopo la nomina del nuovo amministratore. E' stata mandata una comunicazione il 5 luglio a tutti i capi servizio con le nuove distribuzioni di incarico, ma questo deve aver generato malinteso”. Deleghe precise, compiti precisi di ognuno e quindi responsabilità. “Le deleghe sono importanti, certo, ma credo serva coesione tra le due figure al vertice. Una simbiosi perfetta necessaria per governare una azienda come questa. Ma non è mai mancato un rapporto sincero con il presidente Arrobbio” sono state le parole in seconda battuta di Adelio Ferrari. “Non c'è cosa che faccio di cui il presidente non sia a conoscenza. E viceversa”.

Resta una situazione poco chiara. E non è secondario che il presidente lo sia venuto a sapere da un consigliere (di maggioranza?). La divisione delle competenze sta alla base per sapere cosa fare e chi lo deve fare. Ma poi c'è anche una forma di coesione e comunicazione fondamentale per decidere in che direzione si vuole andare nella gestione di una società, che è la seconda gamba del Comune”. Così è intervenuta l'ex sindaco Rita Rossa, dai banchi del Pd, rimarcando “troppe cose che non tornano: il presidente che non ne sapeva nulla e nemmeno la condivisione con l'amministrazione comunale, primo socio di Amag”. Una “visione diversa delle due figure al vertice”: questo è quanto rilevato dai banchi della minoranza di centrosinistra, “che preoccupa viste le partite importanti ancora aperte”.

Anche il Movimento 5 Stelle resta fermo sulle proprie posizioni: “In settimana presenteremo un esposto in Procura. Per fare chiarezza e a memoria futura, così che possa non succedere più una cosa simile” ha spiegato Michelangelo Serra.

Bando ad oggi annullato, con alcune richieste esplicite di “chiarimento” anche del presidente del Consiglio comunale, Emanuele Locci al segretario generale di Palazzo Rosso sulle modalità con cui tutta questa vicenda è stata gestita dai vertici Amag, in relazione al peso di Palazzo Rosso in questa azienda. Che oggi “sta meglio”, ma che dalle parole del suo presidente mostra comunque ancora “una certa difficoltà nel riscuotere i crediti, con le conseguenti difficoltà di poter fare investimenti, dovendo stare attenti agli incassi e spesso avendo difficoltà ad ottenere prestiti e aiuti dagli istituti bancari”. Quindi piedi per terra. E per ora niente assunzioni.

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