Mercoledì 12 Agosto 2020

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novi ligure

Pendolari, quando i ritardi diventano un incubo

L'associazione novese si prepara all'assemblea annuale. Intanto i viaggiatori hanno vissuto l'ennesima odissea

Pendolari, quando i ritardi diventano un incubo

NOVI LIGURE — L’Apn, l’associazione dei pendolari novesi, si prepara al consueto appuntamento con la riunione di fine anno. Il presidente Andrea Pernigotti l’ha convocata per venerdì 20 dicembre alle 21.00, presso la sala di rappresentanza del municipio di via Giacometti.

Intanto i disservizi, soprattutto sulla linea Milano-Genova, sono sempre all’ordine del giorno. Come racconta Pernigotti, infatti, il 3 dicembre scorso «si è verificato l’ennesimo investimento di una persona fra le stazioni di Locate Triulzi e Pieve Emanuele, che ha causato il “sequestro” di centinaia e centinaia di viaggiatori fino a tarda notte».

Questi i fatti: poco prima delle 19 una persona viene investita da un treno nei pressi della stazione di Pieve Emanuele. L’incidente sfortunatamente ha un esito mortale, pertanto l’autorità giudiziaria dispone gli accertamenti del caso e la linea viene bloccata. Trenitalia decide di istituire un servizio di autobus sostitutivi (da Milano): «Giungono le dieci della sera e finalmente si parte. Ovviamente non potevamo farci mancare un trasporto eccezionale in tangenziale e un incidente sull’autostrada A7 che ne provoca la chiusura all’altezza di Tortona. L’autista ci comunica che ci fermeremo alla stazione di Pavia anche perché, nel frattempo, i treni avevano ricominciato a partire. Veniamo lasciati intorno alle 23 in stazione a Pavia dove ci aspettano due assistenti alla clientela di Trenitalia, con la promessa che i nostri treni sarebbe ben presto arrivati».

Continua Pernigotti: «Nel frattempo la stanchezza cominciava a farsi sentire e il freddo pungente peggiorava la situazione. Alla fine siamo riusciti a salire sul treno 2195 per Albenga in ritardo di 240 minuti, arrivando a Tortona all’1.30 di notte».

«È grave il fatto che manchi un piano di emergenza – commenta il presidente dell’Apn – Numero di autobus limitato, tempi di approntamento lunghi, gestione approssimativa della centrale operativa. È incredibile che un incidente alle porte di Milano nel tardo pomeriggio possa causare ripercussioni a catena creando disagi fino in Toscana e fino a tarda notte. Attualmente, anche in casi prevedibili (ad esempio il gelicidio) il piano non c’è. Chiediamo alle imprese che gestiscono la rete e il traffico di approntare un piano di emergenza efficace che permetta agli utenti di non vivere più veri e propri incubi come quello di martedì sera».

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