Domenica 05 Aprile 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

L'allarme

Coldiretti: “No alla tassa sulla carne”

La zootecnia 'made in Piemonte' ha grande importanza per l'economia e la valorizzazione delle razze storiche

Coldiretti: “no alla tassa sulla carne”

TORINO - “No alla tassa sulla carne da 9 italiani su 10 (91%) che continuano a mangiarla nonostante le fake news, gli allarmismi infondati, le provocazioni e le campagne diffamatorie”: è quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Eurispes in merito alla proposta di un gruppo di animalisti, appoggiati da parlamentari europei, di stangare la carne bovina, suina e di pollo con una nuova imposta al 25% che, una volta a entrata a regime nel 2030, servirebbe a togliere dalle tasche dei consumatori europei 32 miliardi di euro l’anno per finanziare il Green deal.

Coldiretti sostiene che non esiste nessuno studio che provi che mangiare carne in giuste quantità sia dannoso per la salute mentre, al contrario, i vantaggi di una dieta completa che la includa sono scientificamente indiscussi. Se ne può fare a meno integrando la sua mancanza con altri prodotti animali, come uova in primis, latte e derivati, e in alcuni casi assumendo integratori di vitamine e minerali.

Il Piemonte, per quanto riguarda la carne, detiene il primato in Italia nella valorizzazione delle carni da razze storiche italiane e la zootecnia riveste un ruolo di grande importanza per il tessuto economico regionale. La filiera bovina conta 800 mila capi e circa 7 mila aziende, quella suina 1 milione e 200 mila capi per 3 mila aziende, quella ovina 122 mila capi per oltre 2 mila aziende, quella caprina più di 67 mila capi e oltre 3 mila aziende, quella avicola oltre 32 milioni di capi per 1158 aziende e quella cunicola oltre 2 milioni di capi e 110 aziende.

“La nostra carne nasce da un sistema di allevamento che, per sicurezza e qualità, non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica – affermano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale - scegliere carne Made in Piemonte significa anche preservare territori dallo spopolamento e dal degrado ambientale, oltre che valorizzare scelte imprenditoriali in aree difficili”.

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