Lunedì 03 Ottobre 2022

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Dossier Spinetta

Pfas nel sangue: la raccolta firme che mai nessuno aveva organizzato

Le MammeNoPfas del Veneto vicine alle mamme della Fraschetta: “È tempo di cambiare”

19 Agosto 2022 ore 18:30

di Monica Gasparini

PFAS nel sangue: ora c’è una raccolta firme che mai nessuno aveva organizzato

Annamaria Leva

ALESSANDRIA - PFAS nel sangue: quale è il motivo per cui le Istituzioni non hanno fatto il loro dovere concludendo la prima esaustiva tranche dell’indagine Epidemiologica svolta da Arpa (relazione a firma dell’epidemiologa Cristiana Ivaldi e dall’allora direttore del Dipartimento di Alessandria il biologo Alberto Maffiotti), resa pubblica a fine 2019, che aveva evidenziato forti criticità riferite a diverse patologie? 

C’era forse il timore che si concretizzasse ciò che stava emergendo con forza?

I risultati degli esami del sangue su una cinquantina di volontari, tra spinettesi e alessandrini, eseguiti dagli scienziati dell’università di Liegi hanno fugato tutti gli eventuali dubbi.

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Abbiamo così scoperto che nel sangue scorre anche la “chimica per sempre”. Scorrono veleni. In maggior quantità nei volontari che abitano a Spinetta (specifichiamo che non si tratta dei lavoratori del polo chimico) rispetto a chi vive in Alessandria (i cui valori non sono comunque a zero).

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La raccolta firme

Un gruppo di giovani, insieme ad alcune coraggiose mamme della Fraschetta, tra cui Annamaria Leva, hanno intrapreso ciò che non è mai stato fatto prima. Da nessuno. Una raccolta firme per chiedere prevenzione sanitaria con esami del sangue, screening completo e tutta una serie di azioni da intraprendere per tutelare persone e ambiente. Per prendere contatti scrivere all’email: raccoltafirme2022@libero.it.

Ad affiancare le mamme della Fraschetta ci sono le pioniere di questa azione necessaria per salvaguardare la salute di tutti, in particolare delle nuove generazioni che vanno tutelate. Le mamme no pfas del Veneto, con un comunicato, si fanno sentire a gran voce.

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La lettera delle mamme no Pfas

“Grazie ad un’inchiesta giornalistica della televisione nazionale Belga - scrivono - abbiamo appreso la notizia  che il sangue dei cittadini di Spinetta Marengo è contaminato dalle molecole chimiche PFAS.

Questo è purtroppo  - continuano - la conferma di un inquinamento diffuso e gravissimo. La popolazione esposta a questi inquinanti onnipresenti è sempre più ampia. La vicenda di Spinetta dimostra che il problema dei Pfas è nazionale e pertanto chiediamo con forza che venga risolto in modo definitivo. I PFAS sono veleni e come tali devono essere trattati.

Chiediamo alle istituzioni Piemontesi di prendere provvedimenti immediati facendo partire (continuare con la seconda tranche per quanto riguarda Alessandria, ndr) uno studio epidemiologico. Alle istituzioni Venete - insistono - sollecitiamo ancora una volta quanto già più volte chiesto: avviare da subito lo studio epidemiologico come già indicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Non possiamo lasciare soli gli abitanti di Spinetta.

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È tempo che la politica, a tutti i livelli, cominci ad occuparsi concretamente del problema PFAS,  vietandone lo scarico, bonificando tutti i siti interessati e avviando un processo legislativo di messa al bando di queste sostanze al fine di tutelare la salute dei territori e della popolazione. Ci chiediamo dove stia la scienza e coscienza di coloro che inquinano, dove vogliono arrivare. Con che coraggio guardino i loro figli. Restiamo uniti, non molliamo, perché non si può giocare sulle vite nostre e sul futuro delle generazioni che verranno”.

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