Sabato 21 Settembre 2019

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Scuola

'Poco personale: la richiesta è di fare uscire i bambini subito dopo pranzo'

Interpellanza della Oneto. Con soluzione già trovata dalla Straneo

'Poco personale: la richiesta è di fare uscire i bambini subito dopo pranzo'

ALESSANDRIA - Con l'inizio delle scuole, arrivano anche i primi problemi. In questo caso si tratta della scuola dell'infanzia comunale di Cascinagrossa, 'La Cascina dei Sogni'. Il punto è la mancanza di personale educativo. “L’amministrazione ha ritenuto durante una riunione che si è svolta nella scuola dell’Infanzia di Cascinagrossa il 3 settembre, di sopperire alla mancanza di personale educativo chiedendo alle famiglie di far uscire i bambini subito dopo il pranzo (per chi ne ha la possibilità, con un elenco delle situazioni lavorative dei genitori che hanno i figli iscritti in quella scuola e di fatto chiedendo sacrificio a chi è a casa, entrando in dinamiche famigliari che non sono di competenza dell'amministrazione pubblica) e quindi di non partecipare alle attività pomeridiane in attesa di una soluzione” come spiega Vittoria Oneto, consigliera comunale di minoranza (PD) che su questo 'caso' ha presentato un'interpellanza. “La scuola dell'infanzia non è un parcheggio, perché non si sanno dove mettere i propri figli, ma è un luogo di formazione”: scelte che vanno nel senso opposto rispetto alle politiche educative che un'amministrazione dovrebbe mettere in campo, per la Oneto.

Le premesse infatti sono sull'importanza della scuola dell'infanzia nel percorso di sviluppo e crescita del bambino, con la scuola che è “la risposta al diritto dei bambini all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea”. Da qui la richiesta di spiegazioni da parte dell'esponente dell'opposizione, chiedendo al sindaco e alla giunta intanto “di chiarire quali siano le scelte politiche che riguardano la gestione delle scuole comunali”. E poi “quali siano le tempistiche per un riassetto del personale educativo all’interno delle scuole comunali” sottolineando una gestione di questo caso di emergenza, “in contrasto con l'importanza che ricopre la scuola dell'infanzia”. E infine “se non si ritiene che si sarebbe dovuta gestire per tempo la carenza del personale educativo senza mettere in difficoltà le famiglie e le maestre che ad oggi cercano di svolgere al meglio il proprio ruolo” conclude Vittoria Oneto. “Del problema del personale, con spostamenti di maestre, si era già a conoscenza da tempo. Perché si è arrivati a fare certe richieste alle famiglie a ridosso dell'inizio della scuola? Mettendo in difficoltà i programmi dei genitori?” aggiunge ancora la Oneto.

Nessuna “stortura” (come è stata definita dall'esponente PD) secondo l'assessore competente Silvia Straneo che spiega la situazione della scuola di Cascinagrossa. “Intanto il rapporto numerico bambini-maestre è rispettato, altrimenti non si sarebbe nemmeno potuto aprire! E' vero che è più alto il numero dei bambini per classe (di solito 24, ora 29) e che c'è una educatrice in meno, che è stata spostata su un altra struttura. Ma comunque tutti i servizi sono garantiti”. Questo per qualche mese, “visto che si attende a breve (ottobre) una risposta del Ministero che deve dare l'ok al piano di riequilibrio che comprende anche il piano assunzioni”. Sul quale non sembra esserci problema, “ma slitta da settembre a qualche mese dopo” ha precisato la Straneo. Che sta vagliando anche la possibilità di “far rientrare” nei servizi educativi anche quel personale che era passato a mansioni amministrative (o in altre attività).

“La riunione con le famiglie è stata fatta solo per capire se – come già lo scorso anno – alcuni genitori non lasciavano i figli al pomeriggio. Così da organizzare per il personale una migliora gestione, considerando che non c'è un ingresso omogeneo: in molti hanno già detto che i bambini entreranno ad ottobre e non ora che sono ancora con i nonni, tanti ancora al mare”. Era quindi solo per una “organizzazione e strutturazione del carico di lavoro per gli operatori, niente di più. Non da strumentalizzare” ha concluso l'assessore.

Che con gli uffici ha già trovato la soluzione: “visto che non vogliamo scontentare l'utenza e garantire tutte le attività in essere, già dal 16 settembre con l'avvio del tempo pieno ci sarà una unità in più a Cascinagrossa”. Sarà proprio una figura che era passata ad altre mansioni, negli uffici, ma che fino a poco tempo fa lavorava “a contatto con i bambini. Così abbiamo risolto il problema”.

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