Mercoledì 16 Ottobre 2019

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L'analisi

Girare la città in bici: avventura tra rischi e timori

Girare la città in bici: avventura tra rischi e timori

ALESSANDRIA - Nelle classifiche annuali sulla qualità della vita Alessandria, da almeno un decennio, si colloca sempre in posizioni medio-basse, quasi da play-out, si direbbe in gergo calcistico. Per molti indicatori (vecchiaia, salute, ambiente) si può parlare di vera e propria zona retrocessione. Tranne che per un aspetto: le piste ciclabili.

Stranamente il capoluogo si attesta tra le prime venti città in Italia come numero di strade ad uso esclusivo o promiscuo per le biciclette, subito dietro Bolzano. Le piste ciclabili dell’Alto Adige, però, sono tutte un’altra cosa? D’accordo, per lo statuto speciale amministrativo, ma paragonare le autostrade a doppia corsia sotto le Dolomiti alle vie mandrogne, ci vuole molta fantasia.

Altro che 30 all’ora
Dopo i bruttissimi incidenti che hanno coinvolto dei ciclisti nelle ultime settimane, ci si è chiesto se andare in bici in città fosse sicuro. Piste disgiunte, attraversamenti, incroci pericolosi e decisamente poco agevoli – spesso si deve ‘smontare’ da sella per continuare a piedi – rendono i percorsi in velocipede, se non pericolosi, almeno insicuri per il ciclista medio un po’ attempato. Il pericolo maggiore arriverebbe comunque dalle automobili che non rispetterebbero spesso il limiti nelle varie ‘zona 30’ sparse un po’ ovunque, non solo nel centro storico. Il pericolo resta. E quando le piste ci sono, il ciclista deve fare i conti con buche, radici, rami, foglie o auto in divieto di sosta che rendendo i percorsi ancor più impervi.

Ciclisti indisciplinati?
Non più di chi sta al volante. Non si può negare che anche chi inforca un velocipede possa guidare in maniera imprudente o contraria alle regole, mettendo a rischio la propria ed altrui salute. Ad Alessandria è capitato che venissero multati ciclisti perché trovati a parlare al cellulare o per manovre vietatissime sull’asfalto. Non vanno però dimenticate le responsabilità degli automobilisti, padroni della strada perché viene loro permesso di esserlo.

Una stazione davanti alla stazione
È quella per le biciclette di cui parla l’assessore-vicesindaco Davide Buzzi Langhi, primo ad aver istituito un ufficio biciclette a Palazzo Rosso. La stazione sarà un ricovero più confortevole, custodito e decoroso, in sostituzione delle rastrelliere in piazza Curiel, decisamente brutte. «Abbiamo vinto inoltre un bando regionale: sono in arrivo circa 300 mila euro per migliorare le piste ciclabili esistenti», annuncia orgoglioso, ricordando un fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale: la pattuglia di Polizia in bici. «Siamo tra i primi in Italia ad averla, a tal punto che vanno a tenere i corsi in altre città ben più grandi». In attesa che si sblocchi il Bando Periferie per la pista ciclabile verso Spinetta, guardiamo alla Solero-Alessandria, in bici attraverso la via le pellegrino.

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