Spreco alimentare, anche nelle mense di Alessandria e Acqui l’impegno di Cirfood
Oggi l'azienda rafforzerà anche sul territorio l'impegno contro lo spreco, puntando su educazione alimentare, recupero delle eccedenze ed economia circolare. Azioni in collaborazione con scuole, enti e comunità locali
ALESSANDRIA – Oggi, 5 febbraio, si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. Un appuntamento che richiama l’attenzione su un fenomeno che continua ad avere effetti rilevanti sul piano ambientale, sociale ed economico. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Waste Watcher, nel 2025 ogni cittadino italiano spreca in media 555,8 grammi di cibo a settimana, pari a 28,9 chilogrammi l’anno. Un dato in lieve miglioramento, ma che mantiene l’Italia sopra la media europea e lontana dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030.
In questo scenario, anche sul territorio di Alessandria, assume un ruolo centrale l’azione delle imprese capaci di tradurre i principi della sostenibilità in pratiche concrete e misurabili. Cirfood, impegnata nelle mense scolastiche alessandrine (e non solo), ne è un esempio.
Un impegno che parte dalle cucine e arriva alle comunità
“La Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare è un’occasione per ribadire che il cibo è un bene fondamentale. Il cui accesso deve essere garantito a tutti”, sottolinea Maria Elena Manzini, Corporate Social Responsibility Manager di Cirfood. “La lotta allo spreco è una responsabilità condivisa, che parte dalle cucine e arriva fino alle comunità che serviamo”.
Anche nei servizi di ristorazione presenti ad Alessandria e nel territorio provinciale, l’azienda lavora ogni giorno per promuovere una cultura del consumo consapevole. Come? Attraverso educazione alimentare, innovazione dei processi e scelte sostenibili capaci di ridurre l’impatto ambientale e restituire valore al cibo.
Educazione e prevenzione: il ruolo delle scuole
La prevenzione dello spreco passa innanzitutto dalla conoscenza e dalla capacità di trasformarla in comportamenti quotidiani. In questa prospettiva, la formazione è uno strumento strategico, non solo per la crescita professionale, ma anche per lo sviluppo civico e sociale. Nel corso del 2025 sono state distribuite oltre 10.400 bag antispreco nelle scuole, comprese quelle servite nei territori piemontesi. Così da consentire agli studenti di dare una seconda vita agli alimenti non consumati durante il pasto. E favorire comportamenti più responsabili fin dalla giovane età.
Parallelamente, l’azienda ha continuato a investire nella formazione interna. Due appuntamenti del format “Cultura in Pillole” sono stati dedicati alla riduzione degli sprechi energetici e all’uso delle fonti rinnovabili. Obiettivo, diffondere stili di vita sostenibili anche fuori dall’ambiente di lavoro.
Il recupero delle eccedenze: numeri e impatto sociale
Accanto alla prevenzione, un ruolo fondamentale è svolto dal recupero e dalla redistribuzione delle eccedenze alimentari. In modo tale da garantire l’accesso a pasti sani ed equilibrati e ridurre lo spreco.
Grazie alla collaborazione con Regusto, di conseguenza, Cirfood assicura una gestione trasparente e tracciabile delle eccedenze. Nel solo 2025 l’azienda ha donato 4.199 chilogrammi di alimenti e oltre 60.000 pietanze a Caritas, Banco Alimentare, Associazione Solidarietà e altri enti del Terzo settore attivi anche sul territorio alessandrino.
Prosegue poi la collaborazione con Too Good To Go, attiva da cinque anni e oggi estesa a 59 locali Cirfood e Cirfood Retail. Nel corso del 2025 sono stati salvati 18.915 pasti, evitando l’emissione di oltre 51.000 chilogrammi di Co2 equivalente. Dal luglio 2020 ad oggi, grazie a questa partnership, sono stati recuperati 73.938 pasti. Coinvolgendo direttamente i consumatori e rendendoli parte attiva nella lotta allo spreco alimentare.
Economia circolare: dall’olio esausto a nuova energia
Un altro tassello fondamentale è la collaborazione con il Gruppo Hera attraverso il progetto Hove. Avviato nel 2022 per creare una filiera circolare certificata per il recupero degli oli alimentari esausti prodotti nelle cucine professionali.
Nel 2025 sono state raccolte circa 58 tonnellate di olio vegetale esausto provenienti da 218 cucine, trasformate in oltre 59.000 litri di biocarburante. Un risultato che ha permesso di evitare l’emissione di 163 tonnellate di Co2, un beneficio ambientale equivalente alla piantumazione di oltre 1.600 alberi.