Semine primaverili nell’Alessandrino, pesa l’incubo rincari: costi fino al +30%
Coldiretti lancia l’allarme: fertilizzanti e carburanti in aumento, a rischio la sostenibilità delle aziende agricole
ALESSANDRIA – Con l’arrivo della primavera, il territorio provinciale si prepara all’avvio della stagione delle semine, momento cruciale per l’agricoltura locale. Ma il comparto si trova ad affrontare un contesto complesso, segnato da forti rincari e instabilità internazionale.
Le semine partiranno nei prossimi giorni, compatibilmente con le temperature ancora instabili. A preoccupare gli agricoltori non è solo l’andamento climatico, ma soprattutto l’impennata dei costi di produzione. Secondo Coldiretti, tra carburanti, fertilizzanti e altri input agricoli, i costi per le aziende sono aumentati fino al 30%, con ripercussioni dirette sulla sostenibilità economica delle attività.
Fertilizzanti sotto pressione
Tra le voci più critiche spiccano i fertilizzanti. L’urea ha registrato rincari del 35% rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran, con aumenti superiori ai 200 euro a tonnellata. In crescita anche altri prodotti come nitrato e solfato ammonico, in un quadro che evidenzia la fragilità del sistema europeo, fortemente dipendente dalle importazioni.
“Il cibo deve essere considerato una vera infrastruttura strategica: senza agricoltura non c’è sicurezza nazionale né futuro”, sottolinea Mauro Bianco, presidente Coldiretti Alessandria.
Le tensioni geopolitiche e le dinamiche speculative stanno mettendo sotto pressione il settore, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno a livello europeo.
Agricoltori e consumatori penalizzati
A pagare il prezzo più alto sono agricoltori e cittadini. “I rincari al consumo non si traducono in maggiori guadagni per le aziende agricole”, evidenzia il direttore Roberto Bianco. Il rischio è che, senza interventi concreti, la stagione delle semine si trasformi in un nuovo capitolo di crisi per il settore.
Coldiretti chiede politiche più incisive. Stop alle speculazioni, revisione dei meccanismi europei come il Cbam e maggiore valorizzazione di soluzioni alternative, come i concimi naturali. L’obiettivo è garantire sovranità alimentare e tenuta del sistema agricolo, in un contesto globale sempre più incerto.