Alessandria, FdI attacca Abonante: “Non si spostano i cittadini onesti, si fermano i delinquenti”
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Politica
11 Aprile 2026
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Il caso

Alessandria, FdI attacca Abonante: “Non si spostano i cittadini onesti, si fermano i delinquenti”

Fratelli d’Italia critica la gestione dell’area stazione: “Basta arretrare, servono più controlli e presenza sul territorio”

ALESSANDRIA – Nuovo intervento politico sul tema sicurezza ad Alessandria, in particolare sull’area della stazione. A prendere posizione sono Emanuele Locci, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Maurizio Sciaudone, vicepresidente del Consiglio comunale, che criticano l’approccio dell’amministrazione guidata dal sindaco Abonante.

«Di fronte all’ennesima emergenza, la risposta non può essere quella di spostare chi lavora onestamente o frequenta legittimamente quella zona», dichiarano. Locci e Sciaudone esprimono comprensione per le preoccupazioni dei tassisti, spesso esposti a situazioni di rischio. «Hanno il diritto di lavorare in sicurezza, senza subire aggressioni, minacce o intimidazioni», sottolineano. Proprio per questo, però, giudicano sbagliata la linea che porta a spostare presìdi e attività.

“Basta arretrare, si rischia il degrado”

Secondo i due esponenti di Fratelli d’Italia, arretrare significa favorire il peggioramento della situazione. «Se si allontanano famiglie, lavoratori e attività, quelle aree vengono consegnate al degrado, allo spaccio e alla criminalità», affermano.

Un meccanismo che, a loro giudizio, va invertito con decisione. Locci e Sciaudone indicano una serie di strumenti concreti a disposizione del Comune. Tra questi, una maggiore presenza della Polizia Locale, anche con il ritorno dei vigili in bicicletta nelle zone più sensibili.

Viene inoltre citato il potenziamento dell’unità cinofila antidroga, anche alla luce dei recenti accordi per l’introduzione di nuovi cani in servizio.

Un messaggio politico chiaro

Per i due esponenti di opposizione, la linea dell’amministrazione rischia di trasmettere un segnale sbagliato. «Non si può dare l’idea che, di fronte a spaccio e violenza, si spostino cittadini e lavoratori: sarebbe una resa culturale e politica». La posizione è netta: «Non devono essere i cittadini per bene ad andarsene. Devono essere i delinquenti a capire che lì non c’è più spazio».

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