Pfas e depurazione sostenibile: Spinetta, una tesi e il futuro del trattamento acque
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30 Maggio 2026
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La ricerca

Pfas e depurazione sostenibile: Spinetta, una tesi e il futuro del trattamento acque

Il progetto sviluppato nel Centro RisPA tra Syensqo e Upo punta a individuare nuovi materiali per la rimozione dei Pfas dalle acque industriali. Positivi i risultati dei test su carboni attivi, zeoliti e materiali innovativi

SPINETTA MARENGO – Ricerca, innovazione e collaborazione tra impresa e università al centro del progetto sviluppato da Syensqo insieme all’Upo. Obiettivo, studiare nuove soluzioni dedicate alla rimozione dei Pfas dalle acque industriali. Andrea Bortoli ha infatti discusso la tesi di dottorato in Chemistry & Biology dal titolo “New materials for an efficient Pfas removal in industrial water treatments”. Frutto di un percorso nato all’interno del sito Syensqo di Spinetta Marengo e sviluppato grazie alla collaborazione con l’Ateneo piemontese.

La ricerca si inserisce nelle attività del Centro RisPA, il Joint Lab creato dalla collaborazione tra Syensqo e Upo per promuovere ricerca applicata, formazione e sviluppo di nuove competenze in campo ambientale.

Lo studio sui materiali adsorbenti

Il lavoro di ricerca si è concentrato sulla selezione, lo studio e la caratterizzazione di diversi materiali adsorbenti utilizzabili per il trattamento delle acque contaminate da Pfas. Tra i materiali analizzati figurano carboni attivi, zeoliti e materiali di sintesi innovativi, valutati per verificarne l’efficacia nella rimozione delle sostanze perfluoroalchiliche.

Dopo una prima fase di screening e sperimentazione in laboratorio, i materiali considerati più promettenti sono stati testati direttamente negli impianti di trattamento delle acque dello stabilimento di Spinetta Marengo. Secondo quanto emerso dalla ricerca, i test hanno consentito di individuare soluzioni più performanti e sostenibili sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo ambientale.

Il percorso di Andrea Bortoli

Bortoli è entrato in Syensqo nel 2019 come ingegnere di produzione a supporto delle attività produttive e della gestione del Taf, l’impianto di trattamento dell’acqua di falda. Successivamente ha proseguito il proprio percorso professionale all’interno del team Hse-Salute, Sicurezza e Ambiente, fino all’avvio del percorso di dottorato nel 2021.

Il progetto rappresenta uno degli esempi di collaborazione tra mondo industriale e accademico sviluppati nel Centro RisPA. Nato proprio per favorire la crescita di competenze e ricerca applicata sui temi della sostenibilità ambientale.

Nuove ricerche anche con materiali vegetali

L’attività di ricerca proseguirà ora con un nuovo progetto che coinvolgerà anche Enrico Trombetta attraverso una tesi magistrale inserita nel percorso RisPA. Il nuovo studio sarà focalizzato sull’utilizzo di un impianto pilota in scala ridotta per accelerare il testing di nuovi materiali adsorbenti sviluppati nel Centro, con particolare attenzione a soluzioni innovative ottenute da scarti vegetali.

L’obiettivo è sviluppare tecnologie sempre più efficaci e sostenibili per il trattamento delle acque, valorizzando al tempo stesso la collaborazione tra università, ricerca e impresa.

«Un esempio concreto di collaborazione»

L’ingegner Enrico Repetto, vicedirettore dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo e co-tutor della ricerca, ha definito la giornata «un esempio concreto dei valori che hanno guidato Syensqo nella scelta di costruire insieme a UPO un’iniziativa di lungo periodo sulla sostenibilità ambientale delle attività industriali».

Anche il professor Leonardo Marchese, ordinario di Chimica fisica e direttore del Centro RisPA, ha sottolineato l’importanza del percorso svolto da Andrea Bortoli e delle future sinergie tra università e industria.

Secondo Marchese, i risultati ottenuti rappresentano una base importante per sviluppare nuove collaborazioni scientifiche e tecnologiche nel settore del trattamento sostenibile delle acque.

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