Pannoloni e dispositivi per incontinenza, protesta ad Alessandria: interviene la Regione
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18 Giugno 2026
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Il caso

Pannoloni e dispositivi per incontinenza, protesta ad Alessandria: interviene la Regione

Paola Ferrari denuncia ritardi e forniture incomplete che stanno mettendo in difficoltà anziani e caregiver. L'assessore Riboldi annuncia la revoca dell'affidamento e il passaggio del servizio ad Amos dopo sanzioni per 800mila euro

ALESSANDRIA – Ritardi nelle consegne, forniture incomplete e difficoltà nell’approvvigionamento dei dispositivi assorbenti per anziani e persone non autosufficienti. Una situazione che negli ultimi mesi ha generato crescente preoccupazione ad Alessandria e in tutto il territorio piemontese, spingendo la Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, Paola Ferrari, a chiedere interventi immediati per tutelare le famiglie coinvolte.

Le segnalazioni continuano infatti ad arrivare agli uffici della Garante. E descrivono una realtà che sta creando notevoli disagi a chi quotidianamente si occupa dell’assistenza di persone fragili. Una problematica che tocca direttamente migliaia di utenti e che riguarda un servizio essenziale per la qualità della vita di anziani, disabili e persone non autosufficienti.

Famiglie costrette a sostenere spese aggiuntive

Secondo quanto riferito da Ferrari, negli ultimi mesi si è registrato un significativo aumento delle richieste di aiuto da parte di cittadini. Tutti alle prese con ritardi nelle consegne e forniture insufficienti rispetto ai fabbisogni autorizzati. In numerosi casi le famiglie si sono viste costrette a intervenire direttamente acquistando pannoloni e dispositivi assorbenti a proprie spese per evitare interruzioni nell’assistenza.

Una situazione che, oltre all’impatto economico, comporta un ulteriore aggravio per caregiver già impegnati quotidianamente nella gestione di situazioni complesse. «Non si può lasciare che il peso di queste inefficienze ricada interamente sui caregiver e sulle persone più fragili», sottolinea Ferrari. Chiedendo che vengano individuate rapidamente soluzioni efficaci e durature.

La Regione: «Situazione non accettabile»

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha riconosciuto le criticità emerse e i disagi subiti dagli utenti. L’assessore ha definito «non accettabile» la situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi. Annunciando una serie di provvedimenti per riportare il servizio alla normalità.

Secondo quanto comunicato dalla Regione Piemonte, le verifiche effettuate hanno evidenziato gravi inadempienze da parte della società che gestiva il servizio. Per questo motivo è stata disposta la revoca dell’affidamento e sono state applicate penali per circa 800mila euro nei confronti del precedente gestore.

Dal 1° luglio arriva la nuova gestione

Per superare definitivamente le criticità, la Regione ha annunciato una profonda riorganizzazione del sistema di distribuzione dei dispositivi per l’incontinenza. A partire dal 1° luglio, la gestione del servizio sarà affidata ad Amos, società pubblica già operativa nel settore sanitario.

L’obiettivo dichiarato è interrompere il rapporto con i soggetti privati coinvolti nelle problematiche emerse e riportare il servizio sotto una gestione diretta e maggiormente controllata. La scelta punta a garantire maggiore efficienza nelle consegne e una risposta più tempestiva alle esigenze degli utenti.

«Resta ora da verificare se il nuovo assetto riuscirà a rispondere alle esigenze delle migliaia di utenti che, negli ultimi mesi, hanno dovuto fare i conti con ritardi e disservizi. Oltreuttto, in un ambito particolarmente delicato dell’assistenza sanitaria», conclude la Garante degli Anziani Paola Ferrari.

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