Acqui Terme, la fonte dell’Acqua Franca sommersa dai rifiuti
Mobili, elettrodomestici, infissi e materiali di ogni genere abbandonati attorno all'antica sorgente di Regione Vallerana. Un luogo ricco di storia oggi versa nel degrado
ACQUI TERME – La fonte dell’Acqua Franca di Acqui Terme, un luogo che per decenni ha rappresentato una risorsa del territorio, oggi è diventata una discarica abusiva a cielo aperto. È quanto emerge da un sopralluogo nell’area di Regione Vallerana, a pochi passi dalla strada provinciale 456, dove il degrado ha ormai preso il sopravvento.
Intorno alla storica sorgente sono stati abbandonati quintali di rifiuti: mobili, elettrodomestici fuori uso, porte, finestre e materiali provenienti da ristrutturazioni edilizie. Tra i cumuli spuntano persino le gambe di un manichino, simbolo di uno scempio ambientale che appare senza fine.
Un luogo dimenticato
Per raggiungere la fonte è necessario percorrere una strada sterrata, attraversare il guado sul rio Medrio e passare sotto il ponte della linea ferroviaria per Asti. Qui, immersa nella vegetazione, si trova una struttura ottagonale in cemento armato, mai completata.
L’edificio risale al 1986 ed era stato progettato dall’allora amministrazione comunale per valorizzare la sorgente. L’intervento prevedeva un investimento di 271 milioni di lire, finanziato anche grazie a un contributo della Regione Piemonte e a un mutuo della Banca Nazionale del Lavoro.
Due anni più tardi venne approvata una perizia di variante con ulteriori stanziamenti, ma il progetto non fu mai portato a termine. Negli anni successivi si parlò anche della possibilità di realizzare un’area camper, ipotesi rimasta però soltanto sulla carta.
Le proprietà dell’Acqua Franca
La fonte dell’Acqua Franca non è mai rientrata tra le concessioni termali assegnate alle Terme di Acqui, poiché situata al di fuori della perimetrazione destinata all’utilizzo sanitario.
Le analisi eseguite nel 1985 dall’Istituto di Igiene di Genova avevano però evidenziato la presenza di un’acqua sulfurea, clorurata e calcica, ricca di sali minerali e con proprietà diuretiche e purgative. Proprio per questo motivo, nell’area erano stati realizzati anche alcuni servizi igienici destinati ai frequentatori della sorgente.
Una curiosità che arriva dal dopoguerra
La storia dell’Acqua Franca custodisce anche un episodio singolare. Nel 1945, in pieno dopoguerra, il Comune autorizzò il prelievo dell’acqua in bottiglia per sopperire alla carenza di sale da cucina. Sfruttandone così l’elevato contenuto di sali minerali.
Oggi, sulla copertura di uno dei pozzi ancora presenti, è visibile una targhetta della Regione Piemonte con la dicitura “Fonte Acqua Franca – Proprietà privata”. Attualmente, però, non risulta alcuna concessione attiva per lo sfruttamento della sorgente.
Tra storia e degrado
Quella dell’Acqua Franca rappresenta una delle tante incompiute del territorio acquese. Un luogo che avrebbe potuto diventare un punto di interesse turistico e naturalistico. E che oggi, invece, si presenta come una vasta discarica abusiva, dove il valore storico e ambientale è soffocato dall’inciviltà.