Inceneritore di Cengio, prorogato al 20 luglio il bando
L'assemblea della scorsa settimana
Società
Gian Luca Ferrise  
1 Luglio 2026
ore
10:51 Logo Newsguard
Il caso

Inceneritore di Cengio, prorogato al 20 luglio il bando

L'Agenzia regionale ligure concede più tempo per presentare i progetti. Intanto continua la mobilitazione della Valle Bormida, mentre prende quota anche l'ipotesi di realizzare il termovalorizzatore nell'area di Genova

ACQUI TERME – È stata prorogata al 20 luglio la scadenza del bando promosso dall’Agenzia regionale ligure per i rifiuti (Arlir) per la realizzazione del nuovo termovalorizzatore destinato a servire la Liguria. La procedura, inizialmente prevista in scadenza il 30 giugno, concede così quasi tre settimane in più agli operatori economici interessati a presentare le proprie proposte progettuali.

La decisione è stata accolta con attenzione anche in Valle Bormida, dove da mesi cresce la mobilitazione contro l’ipotesi che l’impianto venga costruito nell’ex area Acna di Cengio. Ovvero uno dei siti individuati dalla Regione Liguria. Solo pochi giorni fa, ad Acqui Terme, la sala conferenze dell’ex Kaimano aveva ospitato una partecipata assemblea pubblica. Organizzata dal coordinamento delle associazioni ambientaliste, alla quale avevano preso parte amministratori locali, tecnici e numerosi cittadini, tutti schierati contro il progetto.

Più tempo per presentare le proposte

La proroga è stata formalizzata con un decreto firmato dal direttore di Arlir, Sergio Tommasini. Che ha motivato la decisione con la particolare complessità dell’opera e con la volontà di favorire la massima partecipazione alla procedura amministrativa. Concedendo quindi agli operatori economici il tempo necessario per predisporre progetti articolati.

Nel frattempo, però, la Regione Liguria conferma l’obiettivo di rispettare il cronoprogramma. Puntando a completare la gara entro l’autunno e ad arrivare all’aggiudicazione dei lavori entro la fine dell’anno.

Il passo indietro di Amiu

La proroga arriva anche all’indomani della decisione del Consiglio di amministrazione di Amiu Genova. Che ha scelto di rinviare ogni eventuale partecipazione alla successiva fase pubblica. E attendendo che la Regione individui definitivamente il sito prescelto e definisca il progetto. Una scelta che testimonia come il percorso sia ancora aperto e che l’individuazione della localizzazione definitiva dell’impianto non sia ancora conclusa.

Nel frattempo cresce anche il dibattito nel capoluogo ligure. A Genova si è svolta una manifestazione davanti a Palazzo Tursi, sede del Comune. Mentre negli ultimi giorni ha preso consistenza l’ipotesi di realizzare proprio nel territorio genovese il futuro termovalorizzatore.

A sostenerla sono anche alcune dichiarazioni del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, secondo cui sarebbe più logico trattare nel capoluogo gli oltre l’80% dei rifiuti prodotti da Genova, oggi trasferiti fuori regione. Secondo questa impostazione, inoltre, l’energia termica prodotta dall’impianto potrebbe essere sfruttata attraverso sistemi di cogenerazione già presenti nell’area urbana. Mentre a Cengio sarebbe più difficile utilizzare immediatamente il calore generato.

Restano le incognite sui trasporti

Tra gli elementi ancora al centro del confronto figura anche la logistica. Qualora il termovalorizzatore venisse realizzato a Cengio, una parte consistente dei rifiuti dovrebbe essere trasportata da Genova attraverso un intenso traffico di mezzi pesanti. Oppure mediante collegamenti ferroviari da realizzare appositamente.

Proprio questi aspetti, insieme ai timori legati all’impatto ambientale e sanitario, continuano ad alimentare la forte opposizione dei comitati e delle amministrazioni della Valle Bormida. Che ribadiscono il loro no all’ipotesi di riportare nell’area dell’ex Acna un nuovo impianto destinato al trattamento dei rifiuti.

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