Crisi del vino in Piemonte, la Lega chiede un piano straordinario di sostegno
Il gruppo consiliare del Carroccio lancia l'allarme sulle elevate giacenze nelle cantine piemontesi e sollecita Regione Piemonte a varare misure urgenti per sostenere le aziende vitivinicole in vista della nuova vendemmia
TORINO – Un piano straordinario di sostegno al comparto vitivinicolo piemontese. È la richiesta avanzata dal gruppo consiliare della Lega in Regione Piemonte, che richiama l’attenzione sulla situazione di difficoltà che sta interessando il settore. Il tutto, a poche settimane dall’inizio della nuova vendemmia.
Secondo la Lega, le giacenze di vino presenti nelle cantine del Piemonte hanno raggiunto livelli particolarmente elevati. Mentre il rallentamento delle esportazioni, il calo dei consumi, l’aumento dei costi di produzione e le incertezze legate ai cambiamenti climatici stanno mettendo sotto pressione la redditività delle aziende.
Le denominazioni coinvolte
La situazione, evidenzia il partito, interessa gran parte delle principali produzioni regionali. Dal Moscato alla Barbera, dal Dolcetto all’Arneis, fino ai grandi rossi come Nebbiolo, Barbaresco e Barolo. Coinvolgendo in particolare i territori delle Langhe, del Roero e del Monferrato.
Per la Lega il comparto vitivinicolo rappresenta non solo un settore economico strategico, ma anche un patrimonio culturale, identitario e occupazionale fondamentale per il Piemonte. Con ricadute dirette sulla tutela del paesaggio e sull’attrattività turistica della regione.
La richiesta alla Regione
Il gruppo consiliare chiede quindi alla Regione Piemonte di attivare con urgenza un piano di interventi che preveda risorse per garantire liquidità alle imprese. Non solo: tra gli obiettivi, quelli di rafforzare la promozione internazionale dei vini piemontesi, sostenere gli investimenti e accompagnare le aziende nell’affrontare le sfide dei mercati e dei cambiamenti climatici.
La Lega auspica inoltre che dalla riunione della III Commissione permanente, convocata per mercoledì 8 luglio, il presidente Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni definiscano una strategia condivisa. Capace di fornire risposte immediate e una prospettiva di lungo periodo al settore.
Secondo il gruppo consiliare, “sostenere il comparto significa difendere migliaia di posti di lavoro, l’economia locale, il turismo e le tradizioni“.