Ponte Morandi, i parenti delle vittime: «Sentenza riconosce responsabilità precise»
Dopo il verdetto, il Comitato dei parenti delle vittime esprime soddisfazione: «Accertate responsabilità precise». L'avvocato Caruso: «L'impianto della Procura ha retto, condanne ai vertici e responsabilità in ogni ambito»
GENOVA – Crollo ponte Morandi: oggi pomeriggio, alle 17, dopo il verdetto, il Comitato dei parenti delle vittime ha indetto una conferenza stampa.
Un grande grazie agli avvocati Raffaele Caruso e Raffaella Delfino, sorta di “fratelli al nostro fianco; ma anche alla Procura, alla Guardia di Finanza che ha eseguito le indagini, al pm Terrile, scomparso di recente e “nel nostro cuore”; e grazie ai media che “hanno documentato con impegno i fatti”. E’ una Egle Possetti finalmente serena quella che, dal palchetto dei Giardini Luzzati, punto di socialità nel centro storico di Genova, si sente finalmente sollevata dopo la lettura di una sentenza che, dice, “stabilisce che ci sono state responsabilità precise e in capo a specifiche figure”.
“Responsabilità in ogni ambito”
Più dettagliato sul piano giuridico l’avvocato Caruso, afferma come “l’impianto della Procura ha tenuto quello che abbiamo fatto nostro”. In particolare il legale del Comitato dei parenti delle vittime ha sottolineato come la sentenza abbia stabilito “responsabilità in ogni ambito”, Autostrade, Spea, Ministeri.
Condanne maggiori, ha sottolineato Caruso, “verso soggetti apicali, meno su soggetti operativi”: “Dal 1993 esistevano elementi per evitare la tragedia”, ha insisto, rilevando come anche le molte assoluzioni significhino che le condanne sono frutto di un lavoro approfondito. E se esisteva un difetto costruttivo, ciò, ha rilevato Caruso, non toglie responsabilità che sono ancora più forti se il problema era prevedibile.
“Il difetto era stato scoperto e curato nella pila 10 – ha detto il legale – scoperto e parzialmente curato sulla 11; nella 9 mai curato. E’ stata abbandonata completamente. Il Morandi aveva segnalato già negli anni ‘80 il problema”. Importante poi ancora per Caruso, il fatto che ci sia “affermazione di responsabilità a ruoli apicali, molto ben remunerati e che per questo richiedono impegno”. Circa le assoluzioni ha informato che eventuali impugnazioni saranno decise dopo la lettura delle motivazioni della sentenza. A chiudere ancora Possetti: “alla lettura della sentenza era frastornata, mi aspettavo un’ora, invece è durata 20 minuti”.