Ex Ilva, il Pd attacca il Governo: “Nessun piano per Novi Ligure”
I parlamentari democratici, tra cui l'alessandrino Federico Fornaro, criticano l'esito del confronto con l'esecutivo: «A rischio il futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti, compreso quello di Novi Ligure»
NOVI LIGURE – Nuovo affondo del Partito Democratico sulla crisi dell’ex Ilva dopo il confronto con il Governo. Tra i firmatari della nota diffusa oggi figura anche il deputato alessandrino Federico Fornaro. Insieme ai parlamentari Alberto Pandolfo, Valentina Ghio, Francesca Viggiano, Claudio Stefanazzi, Marco Lacarra e Luca Pastorino. Al centro delle critiche la gestione della vicenda da parte dell’esecutivo e le prospettive per gli stabilimenti del gruppo, tra cui quello di Novi Ligure.
Secondo gli esponenti del Pd, «dopo ore di annunci e dichiarazioni, l’unico dato certo emerso oggi è la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva». definita però «non una notizia, ma la semplice presa d’atto di quanto già stabilito dalla magistratura».
Per i parlamentari democratici il Governo «non è intervenuto in tempo per evitare una situazione che oggi mette a rischio il futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e Marghera».
«Solo ipotesi, manca un piano industriale»
Nel comunicato il Pd sostiene che dall’incontro «non è arrivata alcuna rassicurazione concreta per lavoratrici e lavoratori». Denunciando l’assenza di «prospettive chiare sul rilancio dell’impianto». I parlamentari contestano inoltre le ipotesi illustrate dall’esecutivo, giudicando insufficiente la disponibilità di Federacciai ad analizzare il dossier.
«Siamo ancora alle ipotesi – affermano –. La disponibilità a valutare non è un piano industriale né una soluzione. Trasformare un’analisi preliminare in una risposta concreta significa raccontare una realtà che oggi non esiste».
«Il Governo pensa a un commissario, serve una strategia»
Nel mirino del Pd anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso, accusato di «millantare soluzioni che non ci sono». Secondo i parlamentari, il vero obiettivo dell’esecutivo sarebbe la nomina di un nuovo commissario per la gestione delle aree non interessate dal blocco disposto dalla magistratura.
«Un commissario non può diventare l’ennesimo strumento per prendere tempo – concludono –. I lavoratori dell’ex Ilva meritano risposte e non annunci. Dopo quattro anni di Governo Meloni la situazione è peggiore di quella di partenza: la magistratura ha imposto lo stop e l’esecutivo si limita a certificare un fallimento senza indicare una via d’uscita».