Spinetta, la paura di una nuova discarica. I cittadini: «Siamo la nuova Terra dei fuochi»
Un’istanza agli Enti chiede di fermare il progetto di via Bolla, destinato anche ai materiali provenienti dal cantiere ferroviario. C'è chi denuncia scarsa informazione e teme nuovi rischi per falda e ambiente
SPINETTA MARENGO – «Spinetta, la nuova Terra dei fuochi»: ci sono molti cittadini contro la potenziale discarica di via Bolla, a Spinetta Marengo.
Un’istanza al Comune, per conoscenza a Regione e Provincia: «Basta nuovi veleni». Nella missiva inviata agli enti, si parla della possibilità che venga scarico materiale con amianto proveniente dal cantiere dell’hub ferroviario di Alessandria. E i residenti denunciano: la popolazione non è stata informata.
«Spinetta Marengo, la nuova Terra dei fuochi». È una frase pesante, volutamente provocatoria. Ma è così che alcuni cittadini descrivono il futuro che temono per il sobborgo alessandrino. Già segnato da una storia ambientale difficilissima e che ora si trova davanti all’ipotesi di una nuova discarica in via Bolla.
L’istanza non lascia spazio all’interpretazione: si chiede che non venga concessa l’autorizzazione al nuovo impianto. La Conferenza dei Servizi è in corso d’opera, la prossima riunione è prevista per il 28 agosto.
I timori
C’è poi l’acqua. Ed è forse la parola che a Spinetta Marengo provoca più inquietudine. Nell’istanza viene sollevato anche il timore di possibili interferenze della futura discarica con le acque sotterranee.
Non è una preoccupazione secondaria in un territorio nel quale la falda è da anni al centro dell’attenzione per le conseguenze dell’inquinamento storico presente nella zona.
«Dopo cromo, cloro e Pfas diciamo basta»
Spinetta non è un luogo qualsiasi sul quale disegnare una nuova discarica. È un territorio che porta sulle spalle decenni di problemi ambientali, bonifiche, analisi, falde contaminate, polemiche e paure. Per questo, nella protesta dei cittadini, torna un concetto semplice: «Basta».
Basta aggiungere nuove fonti di preoccupazione ambientale a quelle esistenti. Basta, sostengono, decidere interventi che incidono sulla Fraschetta senza un’informazione capillare della popolazione.
Ed è qui che compare la definizione più dura: «Spinetta, la nuova Terra dei fuochi».
Un’espressione estrema, che non rappresenta una classificazione ambientale del territorio ma il grido d’allarme dei cittadini. Il senso della protesta è però chiarissimo. Chi vive qui ritiene di avere già pagato un prezzo ambientale altissimo e non vuole che Spinetta diventi il luogo nel quale concentrare anche i materiali prodotti dal grande cantiere ferroviario alessandrino.
La posizione di alcuni cittadini è netta: «La ferrovia porti i suoi veleni altrove».
Una frase che sintetizza la rabbia, ma apre anche una questione sulla quale gli enti saranno chiamati a dare risposte precise. Che cosa arriverà nella discarica di via Bolla? Domande che meritano risposte pubbliche.
Perché a Spinetta Marengo, dopo tutto ciò che è accaduto sul fronte dell’inquinamento, una nuova discarica non può essere considerata soltanto una pratica amministrativa chiusa negli uffici degli enti. Per i cittadini è una questione che riguarda la salute, l’ambiente e il futuro di un’intera comunità.
E questa volta il messaggio che parte dalla Fraschetta è difficile da equivocare: «Basta».