Riso italiano, Coldiretti lancia l’allarme: «Importazioni +19%, prezzi crollati»
Economia
15 Settembre 2026
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L'appuntamento

Riso italiano, Coldiretti lancia l’allarme: «Importazioni +19%, prezzi crollati»

A Vercelli 800 agricoltori da tutto il Piemonte per chiedere reciprocità negli accordi commerciali, controlli sull’origine e prezzi equi. Brizzolari: «Una produzione strategica da difendere»

VERCELLI – Ottocento agricoltori arrivati da tutto il Piemonte per difendere il riso italiano e chiedere regole più severe sulle importazioni. È il messaggio lanciato da Coldiretti Piemonte durante l’incontro “Difendiamo il riso 100% italiano”. Organizzato a Vercelli nell’ambito della seconda edizione del Festival internazionale Risò.

Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto le importazioni di riso asiatico a dazio zero. E la richiesta che ai prodotti provenienti dall’estero vengano applicati standard comparabili a quelli richiesti agli agricoltori italiani.

Secondo Coldiretti, nella campagna commerciale 2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%, con circa quattro confezioni su cinque provenienti dall’Asia. Un fenomeno al quale l’organizzazione agricola attribuisce un ruolo nella forte contrazione delle quotazioni riconosciute ai produttori italiani.

«Prezzi ai produttori giù di oltre il 50%»

«Gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%, contribuendo a far crollare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai nostri produttori», sostiene Roberto Guerrini, componente della giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo.

Per Coldiretti la questione non riguarda soltanto il prezzo. L’organizzazione contesta infatti la possibilità che il riso importato sia prodotto utilizzando sostanze o secondo standard ambientali, sanitari e sociali differenti da quelli previsti nell’Unione Europea. Da qui la richiesta di introdurre una maggiore reciprocità commerciale. Chi vende sul mercato europeo, secondo l’associazione, dovrebbe rispettare condizioni analoghe a quelle imposte alle aziende agricole comunitarie.

«Il patrimonio risicolo è da valorizzare lavorando sulla trasparenza lungo tutta la filiera, dalla sicurezza alimentare verso i consumatori fino alla biodiversità», aggiunge Guerrini.

Coldiretti: «Controlli serrati sull’origine»

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e la presidente regionale dell’organizzazione Cristina Brizzolari.

Proprio Brizzolari, insieme al delegato confederale Bruno Rivarossa, indica le priorità. «Servono scelte immediate e non più rinviabili: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto. E, anche, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori».

Coldiretti chiede inoltre l’attivazione del bando da 12 milioni di euro destinato, secondo quanto indicato dall’organizzazione, a portare riso italiano alle famiglie in difficoltà.

Nel mirino anche l’accordo con la Thailandia

L’associazione esprime preoccupazione anche per gli accordi commerciali internazionali che potrebbero aumentare ulteriormente le importazioni. «Va fermato qualsiasi accordo, a partire da quello in discussione con la Thailandia, che aumenti ulteriormente l’ingresso in Europa di produzioni che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori», affermano Brizzolari e Rivarossa.

Per Coldiretti il riso rimane una produzione strategica non soltanto dal punto di vista economico. Ma anche per il ruolo svolto nella tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità piemontese.

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