Alessandria: San Francesco, opposizioni all’attacco. «Sala ricevimenti? Abonante mostri gli atti»
Locci, Roggero e Sfienti contestano la concessione del monumento per una cena privata da 10mila euro. Il capogruppo di FdI denuncia allestimenti avviati prima della delibera e chiede chiarimenti sulle autorizzazioni. Lega e Movimento Civico: «Quale futuro per il complesso?»
ALESSANDRIA – Una cena privata da 10mila euro più Iva, un monumento appena restituito alla città e una serie di interrogativi sulle modalità della concessione. Il caso San Francesco diventa terreno di scontro politico ad Alessandria, con tre capigruppo dell’opposizione che chiedono spiegazioni all’amministrazione del sindaco Giorgio Abonante.
Mattia Roggero (Lega), Luigi Sfienti (Movimento Civico per Alessandria) ed Emanuele Locci (Fratelli d’Italia) vanno infatti all’attacco. E FdI annuncia un’interpellanza, sollevando dubbi sulla cronologia delle autorizzazioni per l’evento privato in programma domenica 11 ottobre.
Il Comune ha autorizzato in via eccezionale e transitoria l’utilizzo dell’ex complesso conventuale. Spiegando che l’iniziativa rappresenta un’opportunità per promuovere il monumento e ottenere risorse da destinare alla sua gestione e valorizzazione. Una motivazione che non convince gli esponenti dell’opposizione.
Roggero e Sfienti: «Un centro culturale o una sala ricevimenti?»
«San Francesco deve diventare un grande contenitore culturale, non semplicemente una prestigiosa location per ricevimenti», sostengono Roggero e Sfienti. I due consiglieri precisano di non essere contrari all’organizzazione di eventi, anche enogastronomici, all’interno del complesso. Contestano però l’assenza di un regolamento specifico e di criteri uniformi per l’utilizzo degli spazi. «Ci risulta che diverse iniziative promosse dal mondo associativo cittadino siano ancora in attesa di conferma. Proprio per la necessità di predisporre un disciplinare che regoli l’accesso e l’utilizzo degli spazi».
Da qui la domanda: «Perché ciò che non è ancora possibile programmare per le associazioni diventa invece immediatamente autorizzabile per un ricevimento privato?».
Lega e Movimento Civico chiedono inoltre chiarimenti sulla capienza dell’edificio, sulla compatibilità degli eventi con le sue caratteristiche storico-architettoniche e sulle eventuali autorizzazioni della Soprintendenza.
Interrogativi anche sul ruolo di Asm Costruire Insieme, alla quale è stata affidata la gestione del complesso. I due capigruppo vogliono sapere se la direzione sia stata coinvolta nella decisione e quale ruolo avrà nella futura programmazione.
Locci: «Gli allestimenti prima della delibera»
A rendere più acceso il confronto è l’intervento di Emanuele Locci, che contesta non soltanto l’opportunità della concessione, ma anche la procedura seguita. «Chiudere un monumento appena restaurato ai cittadini per ospitare una festa privata, con gli allestimenti già in corso prima della deliberazione della Giunta, è uno schiaffo agli alessandrini. Il sindaco Abonante deve mostrare gli atti e assumersi la responsabilità di questa gestione».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia ricostruisce una cronologia che, a suo giudizio, richiede spiegazioni. Il 7 ottobre Asm Costruire Insieme ha annunciato la chiusura al pubblico dal 9 all’11 ottobre, con la conseguente cancellazione delle visite programmate. Una decisione coincidente con le iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Secondo quanto riferisce Locci, la mattina dell’8 ottobre gli allestimenti erano già iniziati, mentre la Giunta si sarebbe riunita soltanto alle 14.30, approvando successivamente la deliberazione numero 311.
«Prima gli allestimenti, poi la delibera. Chi aveva autorizzato l’ingresso? Chi aveva consegnato le chiavi? Quale atto consentiva di occupare e utilizzare il monumento quella mattina?».
Si tratta di circostanze denunciate dal consigliere, sulle quali viene chiesta una ricostruzione documentale da parte dell’amministrazione.
La richiesta di accesso agli atti
Locci riferisce di avere già presentato una richiesta urgente di accesso agli atti. Secondo quanto dichiarato dal capogruppo, nelle risposte ricevute l’8 ottobre i dirigenti dei settori Patrimonio e Cultura avrebbero comunicato che la documentazione richiesta non risultava presente nei rispettivi uffici. «Queste risposte rendono ancora più urgente ricostruire chi abbia gestito l’operazione e con quali autorizzazioni», osserva.
Un altro punto riguarda la tutela del monumento. Locci sostiene che nella deliberazione non sia richiamata un’autorizzazione della Soprintendenza e chiede se sia stata richiesta e ottenuta, nonché con quali eventuali prescrizioni.
«L’ex convento San Francesco non può essere trattato come una sala qualsiasi: vogliamo conoscere le verifiche sulla compatibilità dell’evento, sulla conservazione del monumento e sulla fruizione pubblica».
«Fino a 450 persone: chi ha verificato la sicurezza?»
Il consigliere di Fratelli d’Italia richiama anche alcuni contenuti della deliberazione comunale. Secondo la sua ricostruzione, l’evento potrebbe ospitare fino a 450 persone complessive e l’efficacia dell’autorizzazione. Così come la consegna dei locali, sarebbe subordinata al pagamento del corrispettivo, alla presentazione dell’assicurazione e al completamento degli adempimenti tecnici entro le 18 del 9 ottobre. «Quelle condizioni erano già soddisfatte quando si stava allestendo? Chi aveva verificato sicurezza, impianti, vie di fuga e protezione delle superfici storiche?», domanda Locci.
Per il capogruppo, la responsabilità degli organizzatori non esaurisce quella dell’amministrazione nella tutela di un bene pubblico. «Il corrispettivo di 10.000 euro più Iva non chiude la questione. Incassare denaro non esonera dal rispetto delle regole, dalle autorizzazioni necessarie e dal dovere di spiegare perché le visite dei cittadini siano state sacrificate a un evento privato».