Alessandria, Locci attacca su Amag Ambiente: “Troppe domande senza risposta”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta gli affidamenti separati, i ritardi nell’attivazione e i costi dell’operazione. Nel mirino anche le spiegazioni dell’azienda: «Pubblicate il conto completo»
ALESSANDRIA – Due nastri trasportatori acquistati per complessivi 276mila euro, affidamenti separati, ritardi nell’attivazione e costi ancora da chiarire. Non si placa la polemica sugli investimenti di Amag Ambiente. A tornare all’attacco è Emanuele Locci, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. Che contesta la replica diffusa dalla direzione aziendale il 24 ottobre.
«Confermo le mie contestazioni. La replica di Amag Ambiente non spiega perché siano stati acquistati due nastri con affidamenti separati da 138mila euro allo stesso fornitore. E non presenta un conto economico dell’operazione e non risponde puntualmente alle criticità tecniche segnalate», afferma Locci.
Gli affidamenti nel mirino
Il primo punto riguarda le modalità di acquisto dei macchinari. Secondo la ricostruzione del consigliere, il primo affidamento risale al 23 gennaio 2025. E, appena cinque giorni dopo, sarebbe iniziata la ricerca del secondo nastro.
«Ribadisco la contestazione di frazionamento: se servivano due nastri, il valore da considerare era quello della fornitura complessiva e si doveva procedere con una gara di rilevanza europea».
Locci chiede quale necessità sopravvenuta abbia giustificato il secondo acquisto e perché sia stata invocata un’urgenza per macchinari rimasti, secondo quanto sostiene, inutilizzati per diversi mesi.
Il capogruppo contesta anche il riferimento di Amag all’atto d’indirizzo comunale del marzo 2024 sulla raccolta porta a porta. «Una delibera sul porta a porta non giustifica automaticamente l’acquisto di quei due macchinari e tantomeno la separazione degli affidamenti».
Le date annunciate e l’autorizzazione
Un altro nodo riguarda i tempi di attivazione. Nella replica aziendale, riferisce Locci, Amag Ambiente indica settembre 2026 come data di ottenimento dell’autorizzazione e annuncia l’avvio dei nastri per il 26 ottobre.
Il consigliere ricorda però che nel novembre 2025 era stata prospettata l’attivazione entro la fine del mese. E che, dopo una dimostrazione del 2 aprile 2026, si era parlato di una partenza entro maggio.
«Se l’autorizzazione provinciale era indispensabile per utilizzare i nastri, perché li hanno acquistati prima di averla ottenuta?», domanda Locci.
Da qui la richiesta di rendere pubblici la data della domanda di autorizzazione, le eventuali richieste di integrazione e il provvedimento conclusivo.
Costi elettrici e funzionamento dei macchinari
La polemica investe anche gli interventi sulla rete elettrica. Locci richiama precedenti spiegazioni aziendali che collegavano il ritardo all’adeguamento della cabina. Mentre nella nuova replica tali lavori sarebbero descritti come un intervento di modernizzazione indipendente dall’installazione dei nastri.
«Spieghino quali lavori sarebbero stati comunque necessari e quali sono stati richiesti dai nuovi macchinari. Quanto è costato ciascun intervento?».
Il consigliere riferisce inoltre di segnalazioni relative a oltre 50mila euro per adeguamenti elettrici e ulteriori lavori, cifra che chiede di verificare e documentare.
Restano poi le questioni operative. Ovvero, l’eventuale necessità di camion Multilift e cassoni da venti metri cubi, il numero di addetti richiesti, l’impiego della pala meccanica e le conseguenze sull’organizzazione degli altri servizi.
«Serve il costo per tonnellata»
Locci chiede chiarimenti anche sul risparmio di cento viaggi prospettato dall’azienda. Osservando che non sarebbe stato precisato il periodo di riferimento.
«Meno viaggi non significa automaticamente meno costi», sostiene.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, il dato decisivo è il costo per tonnellata prima e dopo l’investimento, comprensivo di personale, mezzi, manutenzione e movimentazioni. «Confermo il mio giudizio: questi acquisti sono stati sbagliati e la replica non ne dimostra né l’utilità né la convenienza», conclude Locci, sollecitando il sindaco Giorgio Abonante e i vertici di Amag a rispondere all’interpellanza con documenti e cifre.
«I soldi dei cittadini non si amministrano a colpi di comunicati».