Ex zuccherificio di Alessandria, Locci: «Terreni pagati 905mila euro, perché?»
Politica
Marcello Feola   
30 Ottobre 2026
ore
16:42 Logo Newsguard
Il caso

Ex zuccherificio di Alessandria, Locci: «Terreni pagati 905mila euro, perché?»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia presenta tre atti consiliari sull’operazione di Spinetta Marengo. Dubbi sui valori, sulle condizioni ambientali e sul trasferimento al Comune

ALESSANDRIA – Terreni acquistati da un privato per quasi 905mila euro e destinati alla cessione gratuita al Comune, che successivamente attribuisce loro un valore fiscale di 34.100 euro. È il caso sollevato da Emanuele Locci, capogruppo di Fratelli d’Italia, sull’area dell’ex Zuccherificio di Spinetta Marengo. Il consigliere ha presentato un’interrogazione scritta, un’interpellanza e una richiesta di accesso agli atti per chiarire i passaggi dell’operazione.

La vicenda riguarda sei particelle catastali per 20.042 metri quadrati, acquistate il 20 maggio 2024 da Valtidone Spa per 741.554 euro più Iva, pari a 904.695,88 euro complessivi. I terreni erano destinati al Comune nell’ambito degli accordi urbanistici per il comparto logistico D8.

Secondo la ricostruzione di Locci, una perizia del 2022 attribuiva a terreni comprendenti due delle particelle un valore di 4,20 euro al metro quadrato. Nel 2024 il prezzo della compravendita corrispondeva a 37 euro al metro quadrato, mentre la successiva valutazione fiscale comunale si attestava intorno a 1,70 euro.

«Una perizia precedente, un prezzo di compravendita e una valutazione fiscale comunale non sono automaticamente equivalenti», precisa Locci, chiedendo però quali criteri siano stati utilizzati.

I dubbi ambientali

Il consigliere vuole inoltre sapere chi abbia individuato i terreni e se siano state considerate alternative. Torna poi la questione ambientale, già sollevata da Locci nel dicembre 2024. Le deliberazioni comunali richiamano problematiche della falda e rischio alluvionale, ma non accertano una contaminazione specifica delle sei particelle.

Locci chiede quali verifiche siano state effettuate e quali costi potrebbe comportare l’eventuale realizzazione di un Centro Studi sulle bonifiche ambientali nell’area.

Il passaggio di proprietà

Un ulteriore interrogativo riguarda il trasferimento al Comune. Secondo Locci, le visure catastali riportano ancora Valtidone come intestataria, nonostante l’acquisizione gratuita sia stata approvata dal Consiglio nel dicembre 2024. Il consigliere riconosce che questo elemento non prova il mancato trasferimento, ma chiede di verificare il rogito definitivo.

«Non sto formulando accuse, ma ponendo domande fondate su documenti», afferma Locci. Che attende dall’amministrazione Abonante risposte sui valori economici, sulle condizioni ambientali e sull’effettiva utilità pubblica dell’operazione.

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