Alessandria, Antinucci (Pd): «Sicurezza, il Governo non ci sostiene»
Il segretario cittadino del Pd difende l’ordinanza contro la vendita di alcolici per asporto e attacca l’esecutivo sul fronte delle forze dell’ordine
ALESSANDRIA – «La giunta Abonante continua il suo lavoro per rendere Alessandria più sicura. Manca, invece, il sostegno del Governo». È la posizione di Rapisardo Antinucci, segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere comunale. Che interviene sulla nuova ordinanza contro la vendita di alcolici per asporto e rivolge una critica all’esecutivo nazionale.
Il provvedimento entrerà in vigore il 9 novembre e interesserà alcune zone della città, dove sarà vietata, nelle fasce orarie stabilite, la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche.
«Un provvedimento per una città più vivibile»
«Un’ordinanza per rendere più sicura e vivibile la nostra città, nel rispetto dei residenti e di chi frequenta il nostro centro cittadino», sottolinea Antinucci. Il segretario del Pd inserisce il provvedimento in una serie di interventi già promossi dall’amministrazione comunale.
«Dopo telecamere, illuminazione, aumento dell’organico dei vigili urbani, la giunta Abonante continua il suo lavoro per rendere la nostra città più sicura». Secondo Antinucci, dunque, le limitazioni alla vendita di alcolici rappresentano un ulteriore strumento per migliorare la vivibilità delle aree cittadine interessate.
L’attacco al Governo e la questione del 41 bis
Il consigliere comunale sposta poi l’attenzione sulle responsabilità del Governo in materia di sicurezza. «Manca il sostegno del Governo, che si guarda bene dall’aumentare organico, mezzi e strutture delle forze dell’ordine che da lui dipendono», afferma.
Antinucci richiama anche la questione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis ad Alessandria, contestando le modalità con cui sarebbe stata assunta la decisione. «L’unico intervento governativo nella nostra città è stato il mandarci, senza alcuna condivisione, circa 200 carcerati al 41 bis».
Una scelta che il rappresentante del Pd critica anche sul piano del confronto istituzionale, concludendo con un attacco agli avversari politici locali: «Nel silenzio della destra alessandrina».