Giovedì 25 Aprile 2019

Guerriglia ad Alessandria: Storia dei Gap e di un’epoca

Guerriglia ad Alessandria:    Storia dei Gap e di un’epoca

Carlo Gilardenghi al centro con il berretto

Dalle riunioni al Bar Baleta all’attentato in cui venne ucciso il tenente colonnello Ruggeri, la storia dei Gap e della guerriglia urbana ad Alessandria contro l’esercito tedesco e gli uomini della Repubblica Sociale Italiana viene ricostruita nel nuovo numero del Quaderno di storia contemporanea (pubblicato dall'Isral con il sostegno della Fondazione Cral) grazie a Cesare Manganelli, autore di un accurato studio. Nel suo saggio Manganelli focalizza l’attenzione sul ruolo essenziale svolto da Carlo Gilardenghi allora diciannovenne, che negli anni Settanta fu tra i fondatori dell’Istituto per la storia della resistenza, di cui divenne presidente e alla cui memoria oggi è intitolato. La debolezza organizzativa dell’antifascismo e le strette relazioni di conoscenza nella città di provincia resero difficile la clandestinità e la possibilità di azione. Eppure Gilardenghi, insieme a Luciano Lenti, giovani intellettuali già attivi in clandestinità prima del 25 luglio 1943, riuscirono a organizzare un piccolo nucleo e fare alcune azioni incruente, fino all’attentato mortale contro Ruggeri, che, per rappresaglia, portò all’attacco distruttivo alla Sinagoga. Nel dicembre 1944, considerata l’impossibilità di continuare la lotta in città, il piccolo gruppo gappista entrò nelle brigate partigiane. 

Nel Quaderno anche saggi sulla Costituzione di Jorg Luther, professore ordinario di ‘Istituzioni di Diritto pubblico’, Massimo Cavino, professore di ‘Diritto Costituzionale’, e Giovanni Cavaggion dottorando in ‘Istituzioni pubbliche, sociali e culturali: linguaggi, diritto, storia’. 

Il discorso sulla Resistenza, analizzato da Manganelli, viene coniugato con la Costituzione attraverso gli interventi di Federico Fornaro e Claudio Rabaglin. Il primo pubblica le schede biografiche dei costituenti piemontesi, registrando la loro comune esperienza antifascista. Il secondo si sofferma sul ruolo di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente, di cui viene riportato anche il discorso tenuto nel giorno dell’approvazione della Costituzione. Legato a questo periodo storico anche l’inserto fotografico, che, curato da Franco Castelli, propone immagini di manifestazioni politiche alessandrine dell'immediato dopoguerra.

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