Venerdì 05 Giugno 2020

GIORNALE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA DAL 1925

Ovada

Sul casello Ovada propone, Silvano rilancia

Una nuova uscita dell'A26 a Nord della città come sfogo dei camion diretti alle aree industriali. La soluzione ci sarebbe già

Autostrada Ovada

Gli ultimi metri dell'A26 prima dell'uscita in direzione nord

OVADA - L'attualità è l'emergenza sul fronte della viabilità dovuta al perdurante stallo in via Gramsci. La città negli ultimi sette giorni ha fatto i conti con le conseguenze dell'ordinanza che ha vietato il transito dei mezzi pesanti, oltre 3.5 tonnellate, in direzione casello dell'A26. Ma proprio sull'ingresso all'autostrada si torna a ragionare nell'ottica di una “porta” suppletiva che potrebbe sgravare l'area di via Voltri e il centro cittadino da parte del peso sopportato in questi anni. Non solo intenzioni, peraltro messe nero su bianco anche nel programma col quale “Insieme per Ovada” si è presentata alle ultime amministrative, ma anche movimenti concreti. «I primi contatti – spiega il sindaco di Ovada, Paolo Lantero – sono stati avviati. Una collocazione diversa potrebbe essere meno impattante e più funzionale. Dobbiamo capire se questa è una strada percorribile in un tempo ragionevole, diciamo entro la fine dell'anno». Per intenderci, si parla dell'area a nord di Ovada, indicativamente tra Lercaro e Caraffa. 

Nel discorso si inserisce anche il Comune di Silvano d'Orba dove il sindaco Pino Coco, eletto lo scorso 26 maggio, ha nelle mani un'idea che si avvicina a un progetto concreto. «Pensiamo – conferma lo stesso Coco – che lo spazio tra l'area commerciale del Brico e l'attuale percorso autostradale potrebbe essere una collocazione adatta a queste esigenze». Esistono già ipotesi di come la zona sarebbe modificata dalla possibile installazione. «Mi fa piacere – prosegue Coco – registrare questa sintonia con Ovada su un problema sicuramente importante perché si tratta di una reale necessità per tutto il territorio. In questo caso l'emergenza spinge a immaginare una soluzione che possa valorizzare un'area più vasta. Ne beneficerebbe anche Ovada, centro zona di un territorio nuovamente in crescita».

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