Malnutrizione infantile grave, bimba libanese curata ad Alessandria
Piccola di 15 mesi arriva in città grazie a una rete solidale. Intervento riuscito. Il dottor Pini Prato: "Pesa solo un terzo di quello che dovrebbe"
ALESSANDRIA – Un viaggio di migliaia di chilometri per offrire una possibilità di cura a una bambina di appena 15 mesi, originaria del Libano, giunta all’ospedale infantile di Alessandria con una malnutrizione infantile grave causata da una complessa anomalia della motilità intestinale.
Al momento del ricovero le condizioni cliniche erano estremamente critiche: la piccola pesava soltanto 4,3 chilogrammi, un valore paragonabile a quello di un neonato a termine (“considerata l’età, dovrebbe pesare tra i 9 e i 12 kg” ha detto il dirigente della Chirurgia pediatrica, Alessio Pini Prato).
Accompagnata dal padre, è arrivata in città grazie a una rete di solidarietà che ha coinvolto l’associazione Ana Moise di Aosta e la Fondazione Uspidalet, con il supporto della Croce rossa di Alessandria. I volontari hanno preso in carico la bambina direttamente in aeroporto, assicurandone il trasferimento in sicurezza fino alla struttura ospedaliera.
Malnutrizione infantile grave
Fin dal suo arrivo, la paziente è stata affidata all’équipe di diretta da Alessio Pini Prato. Dopo i primi accertamenti diagnostici, è stato avviato un articolato protocollo di nutrizione artificiale, indispensabile per contrastare la malnutrizione infantile grave e ristabilire parametri nutrizionali adeguati.
Il trattamento sarà necessariamente progressivo. L’obiettivo dei sanitari è consentire alla bambina di raggiungere una sufficiente autonomia nutrizionale, condizione fondamentale per poter rientrare nel proprio Paese e condurre una vita quanto più possibile normale, superando il quadro di malnutrizione infantile grave che ne aveva compromesso la crescita.
Volontari fondamentali
Accanto all’assistenza clinica, la famiglia è sostenuta anche sul piano umano dall’associazione Avoi, che affianca quotidianamente i piccoli pazienti e i loro familiari durante il percorso di cura.
Il progetto si è concretizzato anche grazie al supporto della presidenza e dell’assessorato alla Sanità della Regione.
«Questa storia – dicono il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – testimonia non solo l’elevato livello di competenza clinica dell’Ospedale Infantile di Alessandria nella gestione di patologie pediatriche complesse ma anche il valore di una rete composta da associazioni, volontari, professionisti e istituzioni, capace di trasformare la collaborazione in una concreta opportunità di cura e di speranza per pazienti fragili provenienti anche da molto lontano».
Eccellenza alessandrina
Non è un caso che la piccola sia stata indirizzata all’ospedale di Alessandria. L’infantile Cesare Arrigo, infatti, è un’eccellenza anche nella cura di questo tipo di malformazioni (“un’insufficienza intestinale, l’intestino non ha sufficiente energia per crescere”), che colpiscono un neonato su 30mila. In Italia, si registrano non più di 10 casi all’anno. Per lo staff di Pini Prato non si tratta del primo intervento di questo genere, anzi.