Alzheimer, all’Aou Al percorsi di cura e supporto per pazienti e caregiver
Interventi individuali e di gruppo tra riabilitazione cognitiva e motoria per persone con disturbi neurocognitivi. Coinvolti anche familiari e caregiver con attività di supporto psicologico e psicoeducazione
ALESSANDRIA – Un percorso integrato di cura, riabilitazione e supporto dedicato alle persone affette da disturbi neurocognitivi e alle loro famiglie. L’Aou Al è tra le 19 Aziende Sanitarie Regionali coinvolte nel Fondo per l’Alzheimer e le Demenze 2024-2026. Un programma finanziato dal Ministero della Salute per promuovere interventi psico-educazionali, cognitivi e psicosociali destinati ai pazienti con decadimento cognitivo.
L’obiettivo del progetto è consolidare percorsi assistenziali sempre più efficaci e multidisciplinari, mettendo al centro la persona e la continuità della presa in carico nei diversi contesti di cura.
All’interno le attività vengono sviluppate attraverso un’integrazione tra Neuropsicologia e Geriatria, inizialmente avviata sotto la guida di Aldo Bellora, già direttore del Dipartimento di Medicina Riabilitativa, e oggi coordinata da Luisa Massone, direttore della SC Geriatria, con il coordinamento operativo di Antonio Pepoli, psicoterapeuta della SSA Psicologia.
Riabilitazione cognitiva e motoria
Il progetto prevede percorsi riabilitativi individuali e di gruppo che combinano stimolazione cognitiva e attività motoria, rivolti a persone con disturbo neurocognitivo lieve o maggiore.
Le attività, finanziate dall’Istituto Superiore di Sanità, hanno l’obiettivo di sostenere le capacità cognitive residue. E, anche, mantenere il più possibile l’autonomia personale e migliorare la qualità della vita sia dei pazienti sia delle famiglie coinvolte nel percorso assistenziale.
I numeri evidenziano la dimensione dell’attività svolta dal Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell’Aou Al, che segue circa 100 pazienti al mese, oltre a circa 80 follow-up mensili. Ogni mese vengono inoltre presi in carico circa 10 pazienti per percorsi individuali e circa 50 persone per attività riabilitative di gruppo, con cicli medi di dieci sedute.
Alzheimer e altre forme di demenza
L’utenza coinvolta comprende prevalentemente persone tra i 60 e gli 85 anni con decadimento cognitivo lieve o con diverse forme di disturbo neurocognitivo maggiore. Tra cui Alzheimer, demenza frontotemporale e demenza a corpi di Lewy.
I percorsi vengono personalizzati in base alle caratteristiche cliniche dei pazienti. E comprendono attività finalizzate a stimolare memoria, attenzione, orientamento e autonomia personale, sia attraverso incontri individuali sia tramite attività di gruppo.
Un’attenzione particolare è riservata anche ai familiari e ai caregiver. Tutti coinvolti in incontri di supporto psicologico e psicoeducazione per affrontare le conseguenze emotive e pratiche della diagnosi e della gestione quotidiana della malattia.
Diagnosi precoce e presa in carico multidisciplinare
Nel periodo osservato il progetto ha mostrato effetti positivi soprattutto in termini di stabilizzazione del quadro cognitivo, riduzione del rischio di isolamento sociale e minore probabilità di sviluppare sintomi ansiosi o depressivi.
L’esperienza conferma il valore della diagnosi precoce e della presa in carico multidisciplinare. Considerate fondamentali per avviare tempestivamente interventi terapeutici e riabilitativi capaci di rallentare la progressione delle patologie neurodegenerative e sostenere le capacità residue dei pazienti.
In questo contesto assume un ruolo strategico anche il raccordo con il Dairi-Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, diretto da Antonio Maconi. Che è anche commissario straordinario per la procedura di riconoscimento Irccs dell’Aou Al. Un’integrazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza, ricerca e innovazione nel percorso verso il riconoscimento dell’ospedale alessandrino come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.