La conferenza di oggi pomeriggio in Comune
Società
Massimo Brusasco  
17 Giugno 2026
ore
20:10 Logo Newsguard
Il racconto

Alessandria: ospedale, cifre e polemica. Cos’è successo oggi

Il convulso mercoledì inizia con la conferenza stampa e finisce con le rimostranze del sindaco Abonante (e di Ravetti). In extremis, le scuse dell'Azienda

ALESSANDRIA – Allora, cerchiamo di fare chiarezza e di raccontarvi, se avete un po’ di pazienza, cos’è successo oggi. Tema: il nuovo ospedale di Alessandria (ma anche il futuro Irccs) e la conferenza stampa per presentare la gara per la relativa progettazione.

Ma cominciamo dalle fine. Il Comune di Alessandria convoca i giornalisti per le 17.30. Motivo: il sindaco Giorgio Abonante (“molto amareggiato”, dice) vuole precisare che l’istituzione che da lui guidata non è stata invitata all’incontro di stamani. E se la prende con il presidente della Regione, Alberto Cirio, che, sempre stamattina,  rispondendo a una domanda sull’assenza del Comune, ha usato toni ironici, ricordando lacune di Palazzo Rosso in tema di trasporti.

 

La polemica sugli assenti

Su questo sito, sono state riportate le dichiarazioni di Cirio in un articolo in cui ci si chiedeva come mai il Comune (ma anche la Provincia) non avesse partecipato alla conferenza sul nuovo ospedale. Essendo il nosocomio “di” Alessandria, era immaginabile che Abonante, o chi per lui, fosse presente alla conferenza.

E’ seguita, da parte nostra, una mini inchiesta su chi avesse fatto le convocazioni, visto che in platea  c’era, ad esempio, l’assessore regionale Enrico Bussalino (finito poi nelle foto di rito), oltre a medici, personale di staff a vario titolo, esponenti di club di servizio… Insomma: ad ascoltare Cirio; l’assessore regionale Federico Riboldi; il direttore dell’Azienda, Valter Alpe; il rettore dell’Upo, Menico Rizzi; il commissario per l’Irccs, Antonio Maconi, e Marinella Bertolotti, responsabile del Centro ricerca amianto di Casale (l’Ircss è anche “casalese”)… ecco, ad ascoltarli, non c’erano solo i giornalisti, ma un bel po’ di persone.

Non il sindaco. Non il presidente della Provincia (“non siamo stati invitati”, ha fatto sapere Luigi Benzi). “Ma neanche il vescovo o il prefetto” hanno spiegato” all’Azienda ospedaliera, rimarcando il fatto che si trattava di una conferenza stampa. Va detto che la scaletta degli interventi, a quanto appreso, è stata concordata da Ospedale e Regione, congiuntamente.

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Ore 17.30: convocazione urgente

Torniamo a quel che è accaduto alle 17.30. Con Abonante, nella conferenza convocata urgentemente in Comune, ci sono il suo vice Giovanni Barosini, gli assessori Irene Molina e Michelangelo Serra, e il vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Ravetti. Che non solo è del Pd (dunque all’opposizione della Giunta Cirio) ma è anche un esperto di Sanità, avendo più volte trattato la materia.

La sintesi della mezzora di conferenza sta nell’amarezza di Abonante, che chiede il coinvolgimento di Alessandria riguardo un ospedale che, per l’appunto, è di Alessandria. Non sono mancate note ironiche in risposta alle battute di Cirio. Ma, soprattutto, si è rivendicato il ruolo che deve avere Alessandria, dunque chi l’amministra, su alcuni temi fondamentali quali il piano finanziario, la viabilità attorno al nuovo ospedale (che sorgerà in zona Galimberti) e la destinazione del vetusto Santi Antonio e Biagio (“bisogna pensare ai soldi necessari per finanziare l’abbattimento di quella porzione dell’ospedale attuale che, fatta salva la parte storica, andrà abbattuta”).

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Se abiti ad Alba…

Ovviamente, a margine (ma mica tanto), c’è la questione politica: “Non vorrei che si sia dato il via alla campagna elettorale” sottolinea Ravetti, annunciando che domattina, col consigliere dei Cinque Stelle, Pasquale Coluccio, chiederà spiegazioni su quanto accaduto stamani, auspicando “che le politiche sulla salute non diventino propaganda per nessuno” e che “il Comune venga coinvolto, perché è impensabile la sua esclusione parlando del nuovo ospedale”.

“Non si può fare un nuovo ospedale senza considerare la deriva urbanistica – aggiunge Ravetti – Certo è che se abiti ad Alba (Cirio è di quelle parti, ndr)  non ti poni il problema, ma se stai ad Alessandria sì“.  Anche Barosini rivendica il ruolo del capoluogo, mentre Serra parla di questioni viabili e di finanziamenti da trovare a breve “perché il nuovo ospedale andrà connesso sia alla città che alla periferia”.

 

Cominciamo dall’Irccs

E allora, a questo punto, raccontiamo in sintesi (stiamo andando lunghi, lo sappiamo), la mattinata. Intanto: si è parlato di Irccs. Ormai è ufficiale: Alessandria avrà il primo Irccs (Istituto ricovero e cura a carattere scientifico) pubblico del Piemonte. Peraltro connesso a un’università, cosa che succede solo a ad altre cinque realtà italiane. Tralasciamo la sfilza dei ringraziamenti: certo è che lo straordinario risultato è figlio di un lungo lavoro, con Maconi a guidare la macchina organizzativa, fin dal 2013 (“cominciammo io, Riboldi e Maria Teresa Dacquino”).

Poi il discorso si è spostato, appunto, sul nuovo ospedale. Riboldi e Cirio hanno esposto chiaramente numeri, evoluzione, progetti, raccontando di tutti gli interventi fatti in Piemonte, dove i nuovi ospedali saranno 10. “Lo so – ha spiegato il presidente – non si è ancora vista una pietra. Ma l’iter è molto lungo e da qualche parte bisogna pur iniziare”. Intanto, venerdì, verrà indetta la gara per la progettazione. Entro il 2026 sarà affidata la progettazione; entro il 2027 tutto passerà nelle mani dell’Inail. I lavori cominceranno nel 2028 (quando finiranno non si sa).

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I numeri del nuovo ospedale

L’opera sarà finanziata dall’Inail per 410 milioni di euro, di cui 20 anticipati dalla Regione. L’area al Galimberti (individuata dopo lunghe discussioni) è di 20 ettari; 94mila la superficie lorda, 150 la superficie per i 542 posti letto  e i 70 posti tecnici (ora il Santi Antonio e Biagio a 510 posti letto). Assistenza, ricerca, formazione e innovazione saranno i pilastri di un ospedale che si prevede “sostenibile e tecnologicamente avanzato”, in cui l’Irccs giocherà un ruolo fondamentale anche per la capacità di attrarre medici altamente qualificati.

“Sì, ma io vorrei che si parlasse anche di come la Regione intende risolvere i problemi delle code al pronto soccorso, delle liste d’attesa, del sostegno al pagamento delle rette delle case di riposo… ” dice Ravetti  durante la conferenza delle 17.30.

 

Il vecchietto resiste

Sono i problemi che interessano il Grande Pubblico. Ma è anche evidente che un Irccs è qualificante e che del nuovo ospedale c’è gran bisogno (ma questo lo sanno tutti), perché il Santi Antonio e Biagio ha fatto il suo tempo. Continuerà, da vecchietto, ad assolvere il proprio compito. Intanto ci vorrà un po’ (anche per lui…) prima del pensionamento. Nel frattempo, ce lo facciamo andare benissimo. E chissà quante polemiche sopporteremo ancora.

 

Ultimissima (forse)

Alle 8 della sera, mentre stiamo spegnendo il computer, arriva questa nota: “L’Azienda ospedaliero – universitaria di Alessandria questa mattina ha convocato una conferenza stampa rivolta ai giornalisti per fornire loro un aggiornamento sulla procedura di messa a gara della progettazione del nuovo Ospedale (in particolare la pubblicazione del bando) e sul recente riconoscimento a Irccs. Non vi era alcuna intenzione di escludere il Comune di Alessandria con il quale prosegue il dialogo, nelle sedi preposte, in un clima di leale collaborazione e confronto costante. L’Aou Al si scusa con il sindaco e l’amministrazione comunale di Alessandria, precisando che non si è trattato di un mancato invito né di una mancanza di garbo istituzionale”.

Adesso stacchiamo davvero.

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