Rsa in Piemonte, oltre 11.600 anziani in lista d’attesa: l’allarme della Garante
Paola Ferrari: «La non autosufficienza non può trasformarsi in un diritto negato». In Piemonte servirebbero fino a 300 milioni di euro in più ogni anno per garantire l'accesso alle convenzioni
ALESSANDRIA – Sono oltre 11.600 gli anziani non autosufficienti che in Piemonte attendono il riconoscimento della quota sanitaria per poter accedere a un posto convenzionato nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa). Un numero che continua a crescere e che mette sotto pressione migliaia di famiglie, costrette spesso a sostenere interamente il costo della permanenza nelle strutture.
A richiamare l’attenzione sull’emergenza è Paola Ferrari, Garante degli Anziani del Comune di Alessandria. Che chiede un intervento strutturale per affrontare una situazione destinata ad aggravarsi con l’invecchiamento della popolazione.
Liste d’attesa sempre più lunghe
L’aumento dell’aspettativa di vita, che in Piemonte ha raggiunto gli 83,6 anni, determina una domanda crescente di assistenza sociosanitaria. Tuttavia, le risorse disponibili non riescono a tenere il passo. La Regione Piemonte evidenzia di aver aumentato negli ultimi anni gli stanziamenti destinati alle convenzioni Rsa, passati da 260 a 310 milioni di euro. Ma precisa che gran parte dell’incremento è stato assorbito dall’aumento dei costi di gestione delle strutture e non dall’attivazione di nuovi posti convenzionati.
Secondo le stime illustrate nel confronto regionale, sarebbero necessari tra i 260 e i 300 milioni di euro aggiuntivi ogni anno per garantire la copertura sanitaria a tutti gli aventi diritto.
Famiglie chiamate a sostenere i costi
Nel frattempo il peso economico continua a ricadere soprattutto sulle famiglie. La Regione sostiene una spesa di circa 270 milioni di euro per le quote sanitarie degli ospiti convenzionati. Mentre i cittadini versano complessivamente circa 900 milioni di euro all’anno. Quasi 270 milioni per le quote alberghiere degli anziani già convenzionati e oltre 600 milioni per le rette pagate integralmente da chi è ancora in attesa della convenzione.
Per molte famiglie la permanenza in Rsa significa affrontare una spesa media di circa 3.000 euro al mese. Un impegno economico che spesso comporta l’utilizzo dei risparmi accumulati in una vita.
L’appello della Garante degli Anziani
Per la Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, Paola Ferrari, dietro questi numeri ci sono persone e famiglie che affrontano ogni giorno situazioni di grande difficoltà. «Dietro ogni numero ci sono storie di assistenza quotidiana, sacrifici economici, rinunce e senso di impotenza di fronte a tempi d’attesa che continuano ad allungarsi», afferma.
Pur riconoscendo le difficoltà finanziarie degli enti pubblici, Ferrari sottolinea come «il diritto alla cura e all’assistenza non possa dipendere esclusivamente dalla disponibilità di bilancio».
Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del Fondo per la non autosufficienza, l’accelerazione delle procedure delle Unità Valutative Geriatriche, l’aumento dei posti convenzionati. E anche maggiori investimenti nell’assistenza domiciliare e il potenziamento del personale socio-sanitario. «L’invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida destinata a crescere negli anni. Servono scelte politiche coraggiose e investimenti strutturali. La qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di garantire dignità, assistenza e tutela agli anziani più fragili, evitando che il peso della non autosufficienza ricada quasi esclusivamente sulle famiglie», conclude la Garante.