Nocciole, Coldiretti Piemonte: «Urgente un tavolo regionale per salvaguardare il comparto»
Economia
Marcello Feola   
28 Settembre 2026
ore
10:29 Logo Newsguard
Agricoltura

Nocciole, Coldiretti Piemonte: «Urgente un tavolo regionale per salvaguardare il comparto»

L’organizzazione agricola chiede alla Regione un fondo straordinario per estirpi, reimpianti e rigenerazione dei vecchi noccioleti. Bianco: «La coltura, con 28mila ettari, è strategica per l’economia piemontese»

ALESSANDRIA – Un tavolo regionale dedicato alla corilicoltura e risorse straordinarie per favorire il rinnovamento degli impianti. Sono le richieste che Coldiretti Piemonte rivolge alla Regione per affrontare le difficoltà del comparto delle nocciole, alle prese, secondo l’organizzazione agricola, anche quest’anno con gli effetti delle condizioni meteorologiche estreme.

Al centro della proposta c’è la necessità di intervenire su una coltura che, secondo Coldiretti, interessa ormai 28mila ettari in Piemonte e assume un peso crescente nell’economia agricola regionale.

«Un fondo per rinnovare i noccioleti»

«La coltura del nocciolo, con i suoi 28mila ettari, sta diventando strategica per l’economia del Piemonte», sottolinea Mauro Bianco, componente della giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore corilicolo. Da qui la richiesta di «stanziare un fondo straordinario per estirpi e reimpianti o per rigenerare vecchi noccioleti, al fine di accompagnare le nostre imprese in questo percorso di rinnovamento». L’obiettivo indicato dall’organizzazione è favorire impianti più moderni e sostenere le aziende in una fase che Coldiretti considera particolarmente complessa.

Coldiretti ricorda di avere già trasmesso alla Regione, nei primi giorni di agosto, una serie di proposte di intervento per la corilicoltura piemontese. «È necessario supportare le imprese e promuovere impianti moderni per continuare a produrre qualità e a preservare i territori», affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

La richiesta è quindi quella di aprire in tempi rapidi un confronto regionale dedicato alla filiera. Mettendo al centro investimenti e strumenti economici capaci di accompagnare il rinnovamento dei noccioleti piemontesi.

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