Inceneritore in Val Bormida, Ravetti (Pd): “Il Piemonte dica no e venga coinvolto”
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Politica
3 Luglio 2026
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Il caso

Inceneritore in Val Bormida, Ravetti (Pd): “Il Piemonte dica no e venga coinvolto”

Il vicepresidente del Consiglio regionale presenta un ordine del giorno: «La Liguria coinvolga il Piemonte in ogni fase. Serve uno studio indipendente sugli impatti ambientali e viabilistici del progetto»

TORINO – “La Regione Piemonte deve esprimere una posizione netta contro l’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore nell’ex area Acna di Cengio. E pretendere di essere coinvolta fin dalle prime fasi del procedimento”. È quanto chiede il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Domenico Ravetti (Pd). Che ha depositato un Ordine del giorno dedicato al progetto dell’inceneritore in Valle Bormida.

Il documento impegna la Giunta regionale su tre fronti. Ribadire formalmente la contrarietà all’impianto, ottenere il coinvolgimento del Piemonte già nelle fasi preliminari dell’iter autorizzativo. Infine, predisporre uno studio autonomo sugli effetti che il termovalorizzatore potrebbe avere sul territorio piemontese. Secondo Ravetti, “l’obiettivo è garantire la tutela sanitaria, ambientale e turistica delle comunità della Valle Bormida. Interessata direttamente dalle possibili ricadute dell’opera”.

«La Valle Bormida ha già dato»

«La Valle Bormida ha già dato. E ora sta faticosamente vivendo una cruciale fase di rinascita, trainata da un crescente sviluppo turistico, naturalistico e culturale che valorizza la ritrovata bellezza ambientale» afferma Ravetti.

Per il consigliere regionale, “questo percorso di rilancio dovrebbe essere sostenuto anche dalla Regione Piemonte attraverso iniziative capaci di consolidare il brand turistico del territorio”.

Ravetti evidenzia inoltre come, fino a oggi, la Regione Liguria non abbia coinvolto formalmente il Piemonte nella procedura. «Dal momento che la Liguria fino a oggi non ha ritenuto di coinvolgere il Piemonte, è urgente che l’amministrazione regionale ponga in campo una serie di azioni a tutela della Valle Bormida».

Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, “il futuro impianto, previsto per una capacità di 220 mila tonnellate di rifiuti all’anno, comporterebbe un consistente incremento del traffico di mezzi pesanti. Oltretutto, lungo una rete stradale collinare e montana non adeguata”.

«Uno studio indipendente sull’impatto»

Tra le richieste contenute nell’Ordine del giorno figura anche la realizzazione di un’analisi indipendente sugli effetti dell’opera. «La Regione Piemonte deve pretendere il proprio coinvolgimento in ogni fase autorizzativa. E incaricare uno studio autonomo sull’impatto dell’opera così da disporre di analisi dettagliate. E poter esprimere in ogni sede la netta contrarietà alla realizzazione del termovalorizzatore da questo lato dell’Appennino», conclude Ravetti.

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